Il noleggio auto dell’estate 2026 viaggia per la prima volta più a batteria che a benzina. L’Osservatorio Drivalia, presentato il 14 luglio, ha analizzato oltre 50.000 prenotazioni di noleggio a breve termine per il trimestre giugno-agosto e certifica il sorpasso delle motorizzazioni elettrificate, che assorbono il 54% delle scelte contro il 46% dei motori termici. Insieme alle alimentazioni cambiano anche i comportamenti di acquisto: si prenota con un mese di anticipo e si tiene l’auto più a lungo.
In sintesi:
- motorizzazioni elettrificate per il 54% dei noleggi estivi, ibride al 44% (Osservatorio Drivalia, giugno 2026);
- i motori termici scendono al 46% delle preferenze, dal 48% dell’estate 2025;
- la durata media del noleggio arriva a 9 giorni;
- il 61% delle prenotazioni arriva dall’estero, Germania prima al 26%, davanti a Stati Uniti (17%) e Francia (15%);
- Sicilia (16,9%), Sardegna (15,8%) e Puglia (14,5%) assorbono quasi la metà delle prenotazioni totali.
Le elettrificate valgono il 54% dei noleggi estivi
Le auto elettrificate rappresentano il 54% dei noleggi estivi rilevati dall’Osservatorio Drivalia, contro il 46% delle motorizzazioni termiche a benzina e diesel. A guidare il sorpasso sono le ibride, che salgono al 44% delle scelte complessive guadagnando due punti sul 42% dell’estate 2025, mentre le elettriche pure si confermano al 10%. Il termico perde due punti in dodici mesi, scendendo dal 48% al 46%.
Il sorpasso è trainato quasi interamente dal full hybrid, che per l’utente si comporta come un’auto a benzina e non impone alcun cambio di abitudini. La quota delle elettriche a noleggio è invece immobile da un anno, e la ragione emerge dai costi di utilizzo più che dalle preferenze dichiarate.
Prenotazioni e soggiorni in aumento
L’anticipo medio di prenotazione sale a 31 giorni, sette in più rispetto ai 24 dell’estate 2025, e la durata media del noleggio passa da 8 a 9 giorni. Il last minute arretra e si consolida un comportamento di pianificazione: si blocca prima la tariffa e si concentra il budget in un unico soggiorno più lungo, invece di frazionarlo in più viaggi brevi.
Un trend in controtendenza rispetto al mercato complessivo. Secondo il 25° Rapporto ANIASA presentato a maggio 2026, nel 2025 la durata media dei contratti di noleggio a breve termine si è ridotta e nel primo trimestre 2026 i giorni di noleggio venduti sono calati del 3%.
La differenza si spiega con la natura del campione: quello dell’Osservatorio è il segmento turistico estivo, dove il soggiorno lungo è la norma, mentre il dato ANIASA aggrega anche il noleggio urbano e di servizio.
Spesa reale su mille km con benzina, ibrido ed elettrico
Per un turista che noleggia nove giorni e percorre circa 1.000 chilometri fra Sicilia o Sardegna, la spesa energetica oscilla tra 90 e 145 euro a seconda dell’alimentazione e, nel caso dell’elettrico, del tipo di colonnina utilizzata. Chi noleggia non ha una presa domestica: ogni chilowattora si paga a tariffa pubblica, e questo ribalta i confronti costruiti sul costo della ricarica di casa.
Le stime che seguono usano un consumo di 6,5 litri ogni 100 chilometri per una benzina di segmento B, 4,8 litri per una full hybrid e 17 chilowattora per una elettrica compatta. Il prezzo del carburante è quello dei prezzi medi dei carburanti rilevati dal MIMIT l’11 luglio 2026, con benzina self a 1,877 euro al litro sulla rete ordinaria. Le tariffe di ricarica sono quelle pay-per-use correnti, 0,65 euro al chilowattora in corrente alternata e 0,85 euro in corrente continua.
| Scenario su 1.000 km in 9 giorni | Spesa per carburante o energia |
|---|---|
| benzina, 6,5 l/100 km | 122 euro |
| full hybrid, 4,8 l/100 km | 90 euro |
| elettrica, ricarica lenta AC a 0,65 euro/kWh | 111 euro |
| elettrica, mix 70% AC e 30% DC | 121 euro |
| elettrica, sola ricarica fast DC a 0,85 euro/kWh | 145 euro |
Il quadro spiega il 44% delle ibride e il 10% fermo delle elettriche. L’ibrido taglia circa un terzo della spesa rispetto alla benzina senza chiedere nulla in cambio. L’elettrico batte il termico solo a chi organizza le ricariche in corrente alternata durante le soste lunghe, in struttura ricettiva o in parcheggio, e lo perde nettamente se si affida alle colonnine rapide di passaggio, dove il pieno costa più di un pieno di benzina.
La differenza tra il migliore e il peggiore scenario elettrico vale 34 euro su una sola settimana di vacanza, quanto un giorno di noleggio.
Turismo estero al 61%, picco di domanda per le isole
Il 61% delle prenotazioni estive arriva dall’estero. L’Italia si ferma al 38% del totale, la Germania è il primo mercato straniero con il 26%, seguita da Stati Uniti al 17% e Francia al 15%. Il noleggio estivo è quindi un servizio a domanda prevalentemente inbound, agganciato ai flussi aeroportuali più che alla mobilità interna.
La geografia della domanda conferma il baricentro meridionale: la Sicilia concentra il 16,9% delle prenotazioni totali, la Sardegna il 15,8% e la Puglia il 14,5%. Sul sotto-segmento di chi sceglie vetture a batteria o plug-in la classifica si ribalta, con la Sardegna prima al 19,2% davanti a Sicilia e Puglia appaiate al 16,2%. Sono i territori dove l’auto è indispensabile e dove la rete di ricarica pesa di più sull’esperienza del cliente, perché una colonnina occupata o fuori servizio non si aggira come un distributore chiuso.
Flotte corte e fiscalità, fronte aperto per gli operatori
Per le società di noleggio l’allungamento della durata media alza il valore del singolo contratto proprio mentre la flotta si accorcia. Incrociando i 9 giorni medi dell’Osservatorio con il ricavo medio giornaliero di 43,2 euro rilevato da ANIASA per il 2025, il ticket di un noleggio estivo si colloca intorno ai 389 euro, contro i 319 euro di fatturato medio per noleggio dell’intero 2025. Nello stesso periodo la flotta del breve termine si è ridotta del 2,5% e i giorni di noleggio venduti sono calati del 3%: meno auto disponibili e contratti più lunghi si traducono in tensione sulle disponibilità di agosto e in tariffe dinamiche più aggressive per chi prenota tardi.
L’anticipo salito a 31 giorni sposta indietro di una settimana la finestra utile del revenue management, cioè il momento in cui gli operatori possono ancora correggere i prezzi con effetto sui volumi. Chi arriva al desk senza prenotazione trova un mercato già venduto e tariffe di picco.
Sul fronte regolatorio, ANIASA chiede l’IVA agevolata al 10% per i noleggi a breve termine con finalità turistica e segnala il rischio delle quote europee obbligatorie di elettrico per le flotte, fissate al 45% delle immatricolazioni al 2030 e all’80% al 2035. Sono percentuali distanti dal 10% di scelte elettriche che i clienti esprimono oggi, e il rischio indicato dagli operatori è il rinvio del rinnovo dei parchi.
Il nodo si somma alle pressioni già in atto sui margini in tutta la filiera, dove il mercato del noleggio auto vale ormai circa un terzo delle immatricolazioni nazionali e alimenta l’offerta di usato giovane.