Diritto di riparazione: passi avanti per la Direttiva UE

di Barbara Weisz

22 Novembre 2023 18:42

Direttiva UE sul diritto alla riparazione di beni di consumo, prima e dopo la garanzia: ok dal Parlamento e dal Consiglio, potenziamento in ottica di riuso.

Riparare è più sostenibile che sostituire, perché si scartano meno prodotti, si consumano meno materiali e si risparmia Co2: si basa su questo principio la Direttiva UE sulla riparazione dei prodotti, presentata a marzo dalla Commissione ed ora approvata dal Parlamento di Strasburgo (con parere parere negoziale) e dal Consiglio Europeo.

Dopo la discussione in sede di Trilogo (Parlamento, Consiglio e Commissione) per arrivare a un testo condiviso, il passo successivo sarà quello di definire i termini del recepimento nei singoli Stati Membri e di attuazione.

Cosa prevede la Direttiva UE

La Direttiva UE si inserisce nel Green Deal e ha quindi l’obiettivo di promuovere il più possibile sostenibilità ed economia del riciclo.

La proposta legislativa della Commissione Europea presentata lo scorso marzo ed ora votata dal Parlamento e dal Consiglio, prevede l’istituzione del diritto alla riparazione agevolata di prodotti hi-tech rientranti nel quadro dell’elettronica di consumo, durante e dopo la scadenza della garanzia.

La proposta garantirà che un numero maggiore di prodotti sia riparato nell’ambito della garanzia legale e che i consumatori dispongano di opzioni più facili e meno costose per riparare prodotti tecnicamente riparabili (ad esempio aspirapolveri o, presto, tablet e smartphone) quando la garanzia legale è scaduta o quando il bene non è più funzionante a causa dell’usura.

Riguarda una serie di prodotti su cui i costruttori sono tenuti a intervenire per almeno cinque o dieci anni dall’acquisto, come lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, frigoriferi, aspirapolvere, biciclette. Alcune specifiche tipologie, come smartphone e tablet, saranno incluse nei prossimi anni, non appena pronti i disciplinari di settore relativi all’ecocompatibilità.

Un diritto alla riparazione per i consumatori che operi dunque a prescindere dalla durata della garanzia legale di due anni e che imponga ai produttori di informare i consumatori sui prodotti per i quali sono tenuti a fornire la riparazione, offrendola nei casi in cui il relativo costo non superi quello della sostituzione del prodotto.

  • I produttori saranno dunque obbligati a riparare il prodotto per almeno cinque o dieci anni dopo l’acquisto, a meno che il danno non sia irreversibile. Devono prevedere tali servizi, promuoverli anche durante il periodo di garanzia e fornire adeguata informazione a riguardo (tramite un modulo europeo di informazione sul diritto alla riparazione, che tutti i riparatori dovranno consegnare ai consumatori nel momento in cui si richiede un intervento, così da far conoscere i propri diritti in merito).
  • Una piattaforma nazionale di nuova istituzione consentirà di confrontare i servizi disponibili.
  • I consumatori avranno in questo modo il diritto di chiedere ai produttori la riparazione di prodotti tecnicamente riparabili, rivolgendosi anche a riparatori alternativi.
  • I servizi di riparazione saranno indipendenti dalla casa di produzione così da stimolare la competizione e far divenire le riparazioni meno costose e più efficienti grazie a standard di qualità europea e incentivi alla visibilità per i riparatori che vorranno aderire a questo circuito virtuoso.

Le modifiche proposte dal Parlamento UE

Nel parere del Parlamento, approvato il 21 novembre, si individuano alcune formule che potenziano la Direttiva, per promuovere la riparazione in luogo della sostituzione nei due anni in cui i prodotti sono in garanzia. Per esempio:

  • riparazioni effettuate in tempi ragionevoli;
  • fornire al consumatore un dispositivo di riserva;
  • garantire l’accesso ai pezzi di ricambio a prezzo ragionevole per tutta la durata di vita di un prodotto;
  • ridurre i costi di riparazione e dare una scelta ampia al consumatore.
  • Proporre prodotti ricondizionati in luogo di uno nuovo quando non è possibile risistemare un danno.

Risparmi ambientali ed economici

Secondo i calcoli della Commissione UE, l’applicazione di queste misure consentirà il risparmio di 1,8 milioni di tonnellate di risorse e 3 milioni di tonnellate di rifiuti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) nell’arco di 15 anni.

In termini economici, venditori e produttori spenderebbero 15,6 miliardi di euro in meno e i consumatori ne risparmierebbero 176,5. Si raggiungerebbe anche un obiettivo di crescita e investimenti per il settore delle riparazioni, pari a 4,8 miliardi di euro.