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Incentivi moda e tessile, 100 milioni alle PMI con agevolazioni fino al 75%

di Anna Fabi

11 Settembre 2026 09:25

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Il MIMIT stanzia 100 milioni per programmi da 1 a 20 milioni nella filiera moda, con fondo perduto, prestiti agevolati e graduatoria.

Nuovi incentivi per le imprese della moda, del tessile e degli accessori: il MIMIT ha disciplinato una misura da 100 milioni di euro destinata alle PMI della filiera, con programmi di sviluppo da 1 a 20 milioni e una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati che può coprire complessivamente fino al 75% degli investimenti ammissibili. Il Decreto ministeriale 6 agosto 2026 attua l’articolo 3 della Legge 11 marzo 2026, n. 34. Le date per le domande saranno fissate con un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese.

Incentivi moda e tessile per programmi da 1 a 20 milioni

Il Decreto MIMIT 6 agosto 2026 destina 100 milioni del Fondo per la crescita sostenibile ai programmi presentati dalle PMI appartenenti alla filiera della moda. L’obiettivo è rafforzare la produzione realizzata in Italia, l’integrazione tra le imprese della catena produttiva e l’impiego prevalente di semilavorati di origine italiana o europea.

La dotazione prevede due riserve di risorse: il 25% è destinato alle iniziative delle micro e piccole imprese mentre il 40%, pari a 40 milioni di euro, finanzia programmi realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

I programmi devono prevedere spese complessive comprese tra 1 e 20 milioni di euro ed essere realizzati sul territorio nazionale. È ammessa anche la partecipazione congiunta di un numero compreso tra tre e sei PMI; in questo caso il progetto riferibile a ciascuna impresa deve avere un valore di almeno 200mila euro.

PMI ammesse e codici ATECO della filiera moda

Possono accedere agli incentivi le PMI regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese che svolgono almeno una delle attività ATECO 2025 indicate nell’Allegato 1 al decreto. Sono comprese integralmente le divisioni del tessile, dell’abbigliamento e della pelletteria, insieme a numerose attività collegate agli accessori e alla progettazione.

ATECO 2025 Attività ammessa
13 intera divisione della fabbricazione di tessili
14 intera divisione della fabbricazione di articoli di abbigliamento
15 intera divisione della fabbricazione di pelli, cuoi e articoli in pelle o materiali simili
16.27.00 finitura di prodotti in legno, limitatamente a parti per calzature e accessori moda
16.28.19 produzioni in legno collegate a forme per calzature, stampelle, ombrelli e accessori
18.12.00 stampa serigrafica e incisione laser su prodotti tessili e abbigliamento
20.42.00 fabbricazione di profumi e cosmetici
20.59.99 prodotti chimici utilizzati nel finissaggio di tessili e cuoio
20.60.00 fabbricazione di fibre sintetiche e artificiali
22.12.00 specifici prodotti in gomma destinati ad abbigliamento e accessori
22.26.99 specifici prodotti in plastica destinati a profumeria, abbigliamento e calzature
25.51.00, 25.52.00 e 25.53.00 trattamenti e lavorazioni dei metalli destinati agli accessori moda
25.63.20 specifiche lavorazioni di stampi e minuteria metallica per accessori
25.93.10 e 25.99.90 specifiche produzioni in filo e metallo destinate a tessuti e accessori
26.52.00 fabbricazione di orologi e relativi componenti
32.12.10, 32.12.20 e 32.13.00 pietre preziose, gioielleria, oreficeria e bigiotteria
32.50.30 e 32.50.40 lenti oftalmiche e montature per occhiali
32.99.10 specifici dispositivi protettivi nei quali prevale la componente tessile
32.99.20 ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e prodotti affini
74.11.20 attività di progettazione di moda

Fra i requisiti di accesso figurano anche la regolarità contributiva, l’assenza delle cause di esclusione previste dal Codice degli incentivi e, per le imprese soggette all’obbligo, la stipula della copertura assicurativa contro i danni da calamità naturali prevista dall’articolo 1, comma 101, della Legge n. 213/2023.

Investimenti e spese finanziabili

Gli incentivi finanziano innanzitutto programmi di investimento produttivo destinati allo sviluppo o alla trasformazione delle unità produttive della filiera moda:

  • la creazione di una nuova unità produttiva può accedere alle agevolazioni previste dal decreto;
  • l’ampliamento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente rientra tra gli investimenti ammessi;
  • la riconversione può riguardare la diversificazione della produzione verso prodotti precedentemente non realizzati;
  • la ristrutturazione può finanziare un cambiamento sostanziale del processo produttivo dell’unità interessata;
  • l’acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente può essere inserita nel programma agevolato.

Per i programmi di investimento produttivo fino a 1 milione di euro il decreto ammette anche il rinnovo di impianti, macchinari e attrezzature destinato a mantenere o migliorare la capacità produttiva. Il requisito generale di almeno 1 milione di euro di spesa complessiva continua ad applicarsi all’accesso alla misura.

Al programma produttivo possono affiancarsi progetti di innovazione di processo e organizzativa fino al 40% dell’investimento complessivo e progetti di formazione del personale fino al 20%. Se l’investimento produttivo supera 5 milioni di euro sono finanziabili anche attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Fra le spese ammissibili figurano il suolo aziendale e le relative sistemazioni entro il 10% dell’investimento produttivo, opere murarie e infrastrutture specifiche entro il 40%, macchinari, impianti e attrezzature nuovi, impianti per l’autoproduzione di energia rinnovabile destinata all’unità produttiva e immobilizzazioni immateriali. Le consulenze collegate al programma produttivo sono ammesse entro il 5%.

Contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato

Le agevolazioni comprendono un contributo a fondo perduto e, su richiesta dell’impresa, un finanziamento agevolato. Il 75% indicato dal decreto rappresenta il tetto massimo della somma delle due componenti rispetto agli investimenti ammissibili; la percentuale effettiva del contributo dipende dalle intensità di aiuto consentite dal Regolamento GBER, dalla disciplina de minimis e dalla localizzazione del progetto.

Il finanziamento agevolato può raggiungere il 20% degli investimenti ammissibili, ha durata massima di dieci anni oltre a un preammortamento fino a tre anni e applica un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla data di concessione. Il rimborso avviene con rate semestrali.

Un investimento ammissibile da 4 milioni di euro, per esempio, incontra un tetto complessivo teorico di agevolazioni pari a 3 milioni. Il finanziamento agevolato può arrivare a 800mila euro; gli altri 2,2 milioni non costituiscono automaticamente contributo a fondo perduto, perché la sovvenzione effettiva deve rispettare l’intensità di aiuto applicabile alla singola impresa e all’area in cui si realizza il progetto.

Per gli investimenti produttivi agevolati secondo la Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale, l’impresa deve inoltre assicurare con risorse proprie o finanziamenti privi di sostegno pubblico almeno il 25% delle spese ammissibili.

Graduatoria e criteri che aumentano il punteggio

La selezione segue una procedura valutativa con graduatoria, quindi l’ordine di invio della domanda non determina da solo la priorità di accesso. L’articolo 9 del Decreto MIMIT 6 agosto 2026 individua già gli indicatori sui quali sarà costruita la valutazione.

La graduatoria considera la copertura finanziaria del piano, il rapporto tra EBITDA e investimento e il possesso di certificazioni etico-sociali e strumenti per la tracciabilità della supply chain. Il futuro provvedimento applicativo definirà i punteggi attribuiti ai singoli indicatori e le eventuali soglie minime.

Il decreto, in coerenza con il Codice degli incentivi, stabilisce inoltre maggiorazioni del punteggio già quantificate:

  • il possesso del rating di legalità riconosce una maggiorazione del 3%;
  • il possesso della certificazione della parità di genere riconosce una maggiorazione del 3%;
  • l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o dell’Unione europea riconosce una maggiorazione del 3%, previa documentazione dell’origine;
  • la presentazione congiunta da parte di imprese collocate in diverse fasi della catena del valore riconosce una maggiorazione del 3%;
  • un’incidenza del costo del personale superiore al 15% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio approvato riconosce una maggiorazione del 10%.

Domande per gli incentivi alla filiera moda

Le domande non sono ancora aperte. Un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese fisserà data iniziale, data finale, procedura telematica, documentazione richiesta e ulteriori indicazioni per l’istruttoria.

Ciascuna impresa potrà presentare una sola domanda, individualmente oppure all’interno di un programma congiunto. I progetti devono essere avviati dopo la presentazione della richiesta di agevolazione e devono concludersi entro 36 mesi dal provvedimento di concessione, con possibile proroga motivata fino a ulteriori 12 mesi.

Il decreto consente inoltre di richiedere una prima erogazione anticipata fino al 25% delle agevolazioni concesse, subordinata alla presentazione di una fideiussione bancaria o di una polizza assicurativa di pari importo.

Dal contributo da 60mila euro al nuovo incentivo per la moda

=> PMI Moda e Tessile: contributi a fondo perduto dall’11 dicembre

La misura disciplinata nel 2026 ha una struttura molto più ampia rispetto al precedente incentivo per la transizione verde e digitale introdotto nel 2024. Quel programma disponeva di 15 milioni di euro e finanziava prevalentemente servizi specialistici con un contributo pari al 50% delle spese, entro 60mila euro per impresa.

Misura 2024 Misura 2026
dotazione di 15 milioni di euro dotazione di 100 milioni di euro
contributo a fondo perduto fino al 50% e massimo 60mila euro fondo perduto più finanziamento agevolato, con copertura complessiva fino al 75%
servizi per digitale, sostenibilità, formazione e certificazioni programmi industriali, innovazione, formazione e, sopra determinate soglie, ricerca e sviluppo
progetti di dimensione contenuta programmi complessivi da 1 a 20 milioni di euro
sportello concluso il 31 gennaio 2025 graduatoria con date di domanda ancora da definire

Per le imprese interessate alla nuova agevolazione il lavoro preparatorio può quindi concentrarsi sulla dimensione finanziaria del programma, sulla tracciabilità della filiera e sui requisiti premianti: sono elementi già fissati dal decreto e destinati a incidere direttamente sulla posizione in graduatoria quando sarà pubblicato il provvedimento per le domande.