I prezzi di RAM e SSD per i server continuano a salire anche nell’ultimo trimestre del 2026, spinti dagli ordini dei grandi fornitori cloud che costruiscono data center per l’intelligenza artificiale. È la previsione di TrendForce, la società di ricerca taiwanese che segue i prezzi a contratto delle memorie, nel rapporto sul quarto trimestre diffuso a fine settembre.
Per le imprese il rincaro arriva con i listini di server aziendali, sistemi di storage e workstation. I contratti pluriennali firmati dai grandi operatori cloud con i produttori di memorie fissano tetti ai prezzi per chi li ha sottoscritti e spostano gli aumenti sugli acquirenti senza accordi di lungo periodo, tra i quali ci sono le PMI che comprano hardware da produttori e rivenditori.
In sintesi:
- TrendForce, nel rapporto “4Q26 Memory Price Forecast” del 24 settembre 2026, stima per il quarto trimestre prezzi a contratto degli SSD enterprise in aumento del 23-28% sul trimestre precedente e della memoria NAND Flash nel complesso del 15-20%;
- secondo TrendForce (25 agosto 2026) i prezzi a contratto della DRAM per server, cresciuti del 64% nel secondo semestre 2025, aumentano di circa il 270% cumulato nel 2026, quelli degli SSD enterprise del 235%;
- dal terzo trimestre 2026 gli aumenti della DRAM per server ricadono soprattutto sui clienti senza accordi di fornitura pluriennali e proseguono ogni trimestre fino al secondo semestre 2027, a ritmo più moderato (TrendForce, 9 luglio 2026);
- server, storage enterprise e sistemi di backup interconnessi ai processi aziendali possono rientrare nell’iperammortamento previsto dall’Allegato IV, gruppo IV, della L. 30 dicembre 2025, n. 199, che esclude PC, notebook, periferiche e beni per l’office automation.
- Prezzi RAM e SSD: le stime di breve e medio periodo
- Server aziendali e memorie enterprise, i rincari più elevati
- Contratti di fornitura pluriennali e aumenti a listino
- PC e notebook aziendali, come risparmiare
- Budget IT: le scelte d’acquisto su server e storage
- Iperammortamento 2026 su server e storage: i beni ammessi
Prezzi RAM e SSD: le stime di breve e medio periodo
Per il quarto trimestre del 2026 TrendForce prevede ancora prezzi a contratto in crescita per DRAM e NAND Flash, con gli aumenti più forti sugli SSD enterprise, attesi in rialzo del 23-28% sul trimestre precedente contro il 15-20% del mercato NAND nel suo insieme. Il prezzo a contratto è quello negoziato ogni trimestre tra produttori di chip e grandi acquirenti, ed è il costo che i produttori di hardware trasferiscono poi nei listini di server, PC e storage.
Il ritmo dei rincari rallenta con prezzi ai massimi storici. Per la DRAM convenzionale, la memoria di lavoro di PC e server, gli aumenti trimestrali sono scesi dal 93-98% del primo trimestre 2026 al 13-18% previsto per il terzo, calo che TrendForce attribuisce alla domanda più debole di PC e smartphone e a una base di confronto più alta; per la NAND Flash, la memoria degli SSD, la stima sul terzo trimestre è del 10-15%. Sono variazioni sul trimestre precedente, e si sommano: una memoria aumentata del 15% in un trimestre e di un altro 15% nel successivo costa il 32% in più.
Server aziendali e memorie enterprise, i rincari più elevati
La DRAM per server è la memoria con gli aumenti maggiori: secondo TrendForce i prezzi a contratto, già saliti del 64% nel secondo semestre 2025, crescono di circa il 270% cumulato nel corso del 2026, mentre gli SSD enterprise segnano +35% e +235% negli stessi periodi. La domanda arriva dai grandi fornitori di servizi cloud, che secondo la stessa fonte destinano a DRAM e NAND Flash il 47% dei propri investimenti nel 2026, quota attesa al 68% nel 2027.
La produzione di memorie segue questi clienti. TrendForce stima che nel 2026 la memoria ad alta banda per gli acceleratori AI (HBM) e i moduli RDIMM per server assorbano insieme il 51% della DRAM prodotta in bit, e che nel 2027 l’offerta di RDIMM cresca solo del 15-20%, meno delle spedizioni di processori per server. Sugli SSD, il comunicato TrendForce del 21 settembre 2026 segnala l’aumento degli ordini dei fornitori cloud statunitensi per unità QLC, ad alta capacità e basso costo per gigabyte, destinate agli agenti AI e ai database vettoriali.
Contratti di fornitura pluriennali e aumenti a listino
Gli accordi di fornitura a lungo termine (LTA, Long-Term Agreements) proteggono dai rincari soltanto chi li ha firmati. Diversi operatori cloud statunitensi hanno sottoscritto con i produttori di memorie contratti pluriennali che impediscono di alzare i prezzi, e i contratti firmati dal secondo trimestre 2026 contengono in alcuni casi tetti espliciti. Per questo TrendForce prevede che dal terzo trimestre 2026 la spinta principale sui prezzi della DRAM per server arrivi dai clienti senza accordi e dalle forniture aggiuntive vendute fuori contratto.
Una PMI che compra server da produttori e distributori appartiene alla seconda categoria: acquista a listino, e il listino incorpora il costo dei componenti del trimestre. I contratti pluriennali contengono la crescita media dei prezzi rilevata da TrendForce e scaricano la parte residua degli aumenti sugli acquirenti senza contratto, con prezzi a contratto della DRAM per server previsti in salita ogni trimestre fino alla seconda metà del 2027.
PC e notebook aziendali, come risparmiare
Su PC e notebook i rincari delle memorie si attenuano perché i produttori di dispositivi consumer hanno raggiunto il limite di prezzo sostenibile: con i contratti su livelli record, secondo TrendForce, i clienti dei segmenti PC e smartphone non accettano aumenti della stessa entità dei trimestri precedenti. L’effetto sui listini arriva comunque: la società di ricerca prevede prezzi dei notebook in aumento generalizzato man mano che i componenti acquistati a costi più alti entrano nelle scorte dei produttori, e stima un calo del 13,6% delle consegne mondiali di notebook nel 2026.
Per le imprese che rinnovano il parco PC, la frenata della domanda consumer riduce gli aumenti per singolo acquisto senza riportare i prezzi ai livelli del 2025. TrendForce segnala inoltre che i produttori di memorie spostano capacità dai PC ai server, riducendo la DRAM disponibile per i computer anche con i volumi concordati per il 2026 consegnati regolarmente.
Budget IT: le scelte d’acquisto su server e storage
Con prezzi a contratto previsti in crescita ogni trimestre fino al 2027, il budget IT per server e storage si governa su tre fronti: capacità dei moduli di memoria, calendario dei rinnovi e agevolazioni fiscali sui beni ammessi. La tabella riassume l’effetto di ciascuna scelta.
| Scelta d’acquisto | Effetto sul budget IT |
|---|---|
| Moduli RAM da 32 o 64 GB al posto di 96 o 128 GB | TrendForce rileva che dal primo semestre 2026 operatori cloud e produttori di server riducono la capacità dei singoli moduli RDIMM per contenere la spesa: sul server di una PMI la stessa scelta abbassa il costo della memoria quando il carico di lavoro non richiede i tagli più grandi. |
| Rinnovi già programmati | Con aumenti trimestrali attesi fino al secondo semestre 2027, rinviare un acquisto già deciso espone ai listini dei trimestri successivi, che incorporano componenti più cari. |
| Server e storage interconnessi ai processi produttivi | Possono accedere all’iperammortamento 2026, con maggiorazione del 180% del costo sulla quota di investimenti annui fino a 2,5 milioni di euro, se rientrano nell’Allegato IV, gruppo IV, della L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Leasing finanziario dei beni ammessi | La maggiorazione si applica anche ai canoni di locazione finanziaria; per la conferma al GSE l’acconto del 20% si considera versato con la stipula del contratto e l’ordine di acquisto firmato dalla società di leasing (art. 3 del Decreto interministeriale MIMIT-MEF 7 maggio 2026). |
| PC, notebook e dispositivi d’ufficio | Sono esclusi dall’agevolazione in ogni caso (Allegato IV, gruppo IV, L. 30 dicembre 2025, n. 199): il costo si contiene dimensionando memoria e SSD sull’uso reale e programmando i rinnovi. |
Iperammortamento 2026 su server e storage: i beni ammessi
L’iperammortamento ammette server, storage e sistemi di backup solo se interconnessi ai sistemi informativi aziendali e destinati a eseguire i software dell’Allegato V o a servire macchinari e impianti 4.0 dell’Allegato IV; i beni per attività amministrative, contabili e di office automation sono esclusi.
| Bene IT | Iperammortamento 2026 |
|---|---|
| Server GPU e cluster di calcolo per addestrare ed eseguire modelli di intelligenza artificiale o simulare processi produttivi | Ammessi: Allegato IV, gruppo IV, punto 1, lett. a), L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Edge server e gateway IoT per l’elaborazione locale dei dati di produzione | Ammessi: Allegato IV, gruppo IV, punto 1, lett. b), L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Workstation specializzate e appliance per il machine learning applicato ai processi aziendali | Ammesse: Allegato IV, gruppo IV, punto 1, lett. c), L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Storage enterprise ad alte prestazioni per big data e dataset AI, con ridondanza e integrazione con i sistemi di fabbrica | Ammessi: Allegato IV, gruppo IV, punto 1, lett. d), L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Sistemi di backup, disaster recovery e replica dei dati dei sistemi di fabbrica | Ammessi: Allegato IV, gruppo IV, punto 3, lett. c), L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| PC, notebook, tablet, stampanti, scanner e periferiche per ufficio | Esclusi: Allegato IV, gruppo IV, ultimo periodo, L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
| Archiviazione per uso personale o di gruppo di lavoro non integrata con i processi aziendali, server per contabilità e office automation | Esclusi: Allegato IV, gruppo IV, ultimo periodo, L. 30 dicembre 2025, n. 199. |
L’elenco dei beni IT è nel gruppo IV dell’Allegato IV della Legge 199/2025. Per fare un esempio di risparmio fiscale, per un server da 30.000 euro ammesso all’agevolazione, la maggiorazione del 180% aggiunge 54.000 euro di costo deducibile: con l’aliquota IRES ordinaria del 24% valgono 12.960 euro di imposte in meno, pari al 43,2% della spesa, distribuiti sulle quote di ammortamento del bene. Il risparmio presuppone un reddito imponibile: in caso di perdita fiscale la deduzione maggiorata concorre alla perdita e segue le regole ordinarie di riporto.
Per accedere allo sgravio servono tre comunicazioni al GSE (previste dall’art. 3 del Decreto MIMIT-MEF 7 maggio 2026): quella preventiva prima dell’avvio dell’investimento; quella di conferma entro 60 giorni dall’esito positivo, con acconto di almeno il 20% del costo di ciascun bene; quella di completamento dopo l’interconnessione, entro il 15 novembre 2028, con perizia tecnica asseverata e certificazione contabile.
Sono agevolati gli investimenti completati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, e la perizia è richiesta per ogni bene, senza soglie di esonero.