Entra in vigore il 1° gennaio 2026 il nuovo Codice degli incentivi alle imprese, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 286 del 10 dicembre 2025. Il Dlgs n. 184/2025 offre una una disciplina uniforme in materia, coordinando le agevolazioni statali con quelle regionali, ampliandone l’accesso e semplificando le procedure, riordina anche gli strumenti per le imprese, come i portali pubblici che servono per gestire gli incentivi, e crea uno schema standard che disciplina l’intero ciclo di vita delle agevolazioni, dalla programmazione all’analisi di impatto e dei risultati.
Il Codice unico degli incentivi alle imprese è attuativo della delega contenuta nella Legge 160/2023. Fra i punti qualificanti della norma, c’è anche il principio di parità tra lavoratori autonomi e imprese nelle richieste di incentivi, e l’introduzione del “bando tipo“.
Un codice unico degli incentivi alle attività produttive
Il nuovo Codice individua prima di tutti gli incentivi inclusi nelle disposizioni oggetto del provvedimento e quelli esclusi (come d esempio le agevolazioni fiscali automatiche e quelli contributivi), in raccordo con la disciplina UE sugli aiuti di Stato. Introduce poi i contenuti e le definizioni da utilizzare nei bandi (agevolazione, impresa, lavoratore autonomo, PMI, forme di contributo e finanziamento, capitale di rischio), gli strumenti digitali per la loro gestione e gli obblighi di programmazione in capo agli enti coinvolti. Previste infine procedure ad hoc per gli incentivi fiscali che prevedono un’istruttoria e per i crediti d’imposta automatici.
Incentivi e procedure più semplici
In omaggio ai criteri di digitalizzazione, semplicità e uniformità delle procedure, il Registro nazionale degli aiuti Stato (RNA) e la piattaforma Incentivi.gov.it renderanno disponibili specifici servizi funzionali allo svolgimento di attività previste lungo l’intero ciclo di vita dell’incentivo. In pratica, questi strumenti dovranno essere utili alle imprese nella fase attuativa, con servizi che potranno anche utilizzare intelligenza artificiale.
Le amministrazioni sono chiamate ad effettuare una precisa programmazione degli incentivi, che parta dalla definizione di obiettivi strategici e si declini attraverso un preciso cronoprogramma. Questo, sulla base di uno schema che verrà messo a punto dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un Tavolo permanente degli incentivi presso il MIMIT, avrà l’obiettivo di coordinare le politiche di incentivazione statali e regionali.
Parificazione tra PMI e autonomi
La partecipazione dei lavoratori autonomi viene regolamentata in base al principio che le condizioni di accesso devono essere analoghe a quelle previste per le piccole e medie imprese, con l’eccezione di eventuali requisiti non richiesti per l’esercizio della professione o che possano limitarne la partecipazione. Il bando deve specificare gli specifici requisiti richiesti ai soli lavoratori autonomi.
Premialità e riserve
Vengono definite anche delle premialità e riserve per categorie specifiche di azienda o per quelle che vantano specific requisiti:
| Requisiti | Premialità |
|---|---|
| PMI | almeno il 60% delle risorse |
| Microimprese e autonomi | almeno il 25% delle risorse |
| Rating di legalità | maggiorazioni o punteggio aggiuntivo |
| Parità di genere | premialità specifica |
Più in dettaglio, l’accesso alle agevolazioni può prevedere i seguenti elementi premianti: rating di legalità, parità di genere, inclusività nei confronti di persone disabili, valorizzazione di lavoro femminile, giovanile, lavoro di cura, natalità.
Bando tipo per gli incentivi pubblici
Gli incentivi pubblici vanno attivati attraverso specifici bandi, con l’eccezione di quelli contributivi e fiscali ad erogazione automatica. Le amministrazioni possono gestire gli incentivi avvalendosi di società in house e altri soggetti selezionati tramite gara.
Il bando-tipo (predisposto tramite decreto MIMIT) deve contenere elementi fissi: obiettivi e base giuridica, risorse disponibili, soggetti responsabili dell’attuazione dell’incentivo, condizioni di ammissibilità soggettiva e oggettiva (operazioni e spese ammissibili), modalità di determinazione del beneficio, procedure di fruizione, tempistiche, modalità di erogazione, disciplina delle variazioni, regolale su controlli e ipotesi di revoca.
Misure anti-delocalizzazione
C’è una regola generale contro le delocalizzazione in base alla quale l’impresa che sposta l’attività al di fuori dello spazio economico europeo entro cinque anni dal completamento dell’investimento agevolato deve restituire l’incentivo e pagare una sanzione. Per le grandi imprese, il termine è allungato a dieci anni.
Monitoraggio tramite CUP
Il dlgs contiene infine indicazioni sul monitoraggio degli incentivi, basato sull’uso del Codice Unico di Progetto (CUP). Questo codice è obbligatorio e identifica in modo univoco ogni agevolazione al fine di garantire trasparenza, efficienza e semplificazione amministrativa. Le modalità attuative sono stabilite da decreti del MIMIT. Va inoltre sempre prevista una fase di valutazione con analisi ex ante, in itinere ed ex post per garantire decisioni basate sulle evidenze.
La trasparenza è garantita dal sistema Incentivi Italia e dalla piattaforma digitale Incentivi.gov.it, oltre che da altre iniziative attivabili dalle diverse amministrazioni.