Per le Partite IVA ammesse alla proroga dei versamenti per ISA e forfettari, il 20 luglio 2026 si paga il saldo 2025 e il primo acconto 2026 senza maggiorazione. L’acconto IRPEF si calcola sul rigo RN34, oppure sul rigo RN61, colonna 4, nei casi di rideterminazione; per il regime forfettario la base è il rigo LM42. Quando l’acconto complessivo raggiunge 258 euro, la rata di luglio è pari al 50%. Nello stesso F24 possono aggiungersi i contributi liquidati nel Quadro RR.
- I righi della dichiarazione che determinano l’acconto
- Calcolo dell’acconto IRPEF per le Partite IVA
- Calcolo dell’acconto per il regime forfettario
- Saldo e acconto da sommare nel versamento di luglio
- Contributi INPS liquidati nel Quadro RR
- Acconti con il Concordato preventivo biennale
- Metodo previsionale su un reddito 2026 più basso
- Versamento differito al 20 agosto
I righi della dichiarazione che determinano l’acconto
La base dell’acconto storico è rappresentata dal rigo RN34 per l’IRPEF e dal rigo LM42 per l’imposta sostitutiva dei forfettari. Nei casi in cui le istruzioni richiedono una rideterminazione dell’imposta, il riferimento IRPEF diventa il rigo RN61, colonna 4. Gli importi indicati esprimono già l’imposta risultante dalla dichiarazione e alimentano il calcolo riportato nel rigo RN62 o nel rigo LM45.
Le soglie previste per IRPEF e imposta sostitutiva determinano anche il numero delle rate:
| Importo di riferimento | Versamento dell’acconto |
|---|---|
| fino a 51,65 euro | l’acconto non è dovuto |
| da 51,66 a 257,51 euro | l’intero importo si versa entro il 30 novembre 2026 |
| da 257,52 euro | il 50% si versa con il saldo e il restante 50% entro il 30 novembre 2026 |
Calcolo dell’acconto IRPEF per le Partite IVA
Per una persona fisica soggetta agli ISA, l’acconto storico 2026 è pari al 100% dell’importo indicato nel rigo RN34 e viene suddiviso in due quote del 50% quando supera 257,51 euro. L’eventuale valore rideterminato del rigo RN61, colonna 4, sostituisce il dato del rigo RN34.
La formula applicabile è la seguente:
- acconto IRPEF complessivo = rigo RN34 × 100%;
- prima rata = acconto complessivo × 50%;
- seconda rata = acconto complessivo × 50%.
Un professionista presenta un rigo RN34 pari a 6.000 euro e, dopo avere sottratto ritenute, crediti e acconti versati nel 2025, un saldo IRPEF di 900 euro. Il versamento si determina in questo modo:
| Voce | Importo |
|---|---|
| saldo IRPEF 2025 | 900 euro |
| acconto IRPEF 2026 complessivo | 6.000 euro |
| prima rata del 50% | 3.000 euro |
| totale da versare il 20 luglio | 3.900 euro |
| seconda rata del 30 novembre | 3.000 euro |
L’esempio esclude addizionali e contributi previdenziali. Nel modello F24 il saldo utilizza il codice 4001, mentre il primo acconto utilizza il codice 4033. I codici tributo IRPEF per saldo e acconti distinguono anche la seconda rata, associata al codice 4034.
Calcolo dell’acconto per il regime forfettario
Nel regime forfettario l’acconto storico 2026 è pari al 100% del rigo LM42 e la prima rata è pari al 50% quando l’importo raggiunge 257,52 euro. Il rigo LM42 esprime già l’imposta sostitutiva calcolata applicando l’aliquota del 5% o del 15% al reddito imponibile, al netto dei contributi previdenziali deducibili. Il reddito imponibile deriva da ricavi o compensi, coefficiente di redditività e contributi deducibili secondo le regole dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario. Per determinare l’acconto si utilizza direttamente il risultato del rigo LM42, senza applicare nuovamente l’aliquota.
Un contribuente forfettario presenta un rigo LM42 pari a 4.500 euro e un saldo dell’imposta sostitutiva 2025 pari a 700 euro. Il versamento si determina in questo modo:
| Voce | Importo |
|---|---|
| saldo dell’imposta sostitutiva 2025 | 700 euro |
| acconto 2026 complessivo | 4.500 euro |
| prima rata del 50% | 2.250 euro |
| totale da versare il 20 luglio | 2.950 euro |
| seconda rata del 30 novembre | 2.250 euro |
Il saldo utilizza il codice tributo 1792, il primo acconto il codice 1790 e la seconda rata il codice 1791. Il calcolatore dell’imposta per il regime forfettario elabora reddito imponibile e imposta partendo da ricavi, coefficiente di redditività, contributi e aliquota. L’importo definitivo dell’acconto va verificato sul rigo LM42 della dichiarazione.
Saldo e acconto da sommare nel versamento di luglio
L’importo dovuto il 20 luglio è formato dal saldo 2025, dalla prima rata dell’acconto 2026 e dagli eventuali contributi previdenziali risultanti dal Quadro RR. Addizionali regionali e comunali, crediti fiscali e compensazioni possono modificare il totale esposto nel modello F24.
| Regime fiscale | Versamento dell’esempio |
|---|---|
| Partita IVA soggetta a IRPEF | 900 euro di saldo più 3.000 euro di primo acconto, per un totale di 3.900 euro |
| Partita IVA forfettaria | 700 euro di saldo più 2.250 euro di primo acconto, per un totale di 2.950 euro |
Le società di capitali e gli altri soggetti tenuti all’IRAP adottano basi e percentuali differenti, ricavate dai righi RN17 e IR21 secondo il calcolo degli acconti IRES e IRAP delle società.
Contributi INPS liquidati nel Quadro RR
Il Quadro RR può aggiungere al versamento di luglio il saldo contributivo 2025 e l’acconto 2026 dovuti da artigiani, commercianti e professionisti iscritti alla Gestione Separata. Gli importi previdenziali vanno sommati alle imposte soltanto dopo avere verificato la posizione assicurativa e le sezioni compilate nella dichiarazione.
Per artigiani e commercianti, i contributi calcolati sul reddito eccedente il minimale seguono i termini previsti per le imposte sui redditi. I contributi fissi sul minimale conservano invece le scadenze trimestrali proprie della gestione previdenziale. Per gli iscritti alla Gestione Separata, saldo e acconti emergono dalla sezione dedicata del Quadro RR.
Acconti con il Concordato preventivo biennale
Le Partite IVA soggette agli ISA che hanno aderito al Concordato preventivo biennale 2026-2027 possono dover aggiungere una maggiorazione alla prima rata calcolata con il metodo storico. Per l’IRPEF, l’articolo 20 del D.Lgs. n. 13/2024 prevede un importo pari al 10% della differenza positiva tra il reddito concordato e il reddito dichiarato per il periodo precedente, rettificato secondo le regole del concordato.
Il reddito concordato e la base utilizzata per il confronto sono indicati nel modello CPB 2026-2027. Questa maggiorazione si aggiunge all’acconto ordinario e richiede un calcolo separato rispetto agli esempi precedenti.
Metodo previsionale su un reddito 2026 più basso
Il metodo previsionale consente di ridurre l’acconto quando l’imposta attesa per il 2026 è inferiore a quella risultante dal metodo storico. La stima deve includere ricavi o compensi, costi deducibili, ritenute, crediti, contributi previdenziali e variazioni di regime intervenute durante l’anno.
Un’imposta effettiva superiore alla previsione produce un versamento insufficiente, con sanzioni e interessi sulla differenza. Lo scostamento può essere corretto attraverso il ravvedimento delle imposte sui redditi, applicando la riduzione prevista in base alla data del pagamento.
Versamento differito al 20 agosto
Il termine successivo è il 20 agosto 2026, con una maggiorazione dello 0,80% applicata agli importi dovuti. Il differimento deriva dalla maggiorazione dello 0,40% per i trenta giorni successivi, elevata allo 0,80% dalla proroga, e dalla sospensione dei versamenti fiscali compresi tra il 1° e il 20 agosto.
La seconda rata dell’acconto è dovuta entro il 30 novembre 2026. Il 20 luglio, il 20 agosto e il 30 novembre rientrano nelle scadenze di saldo e acconto IRPEF applicabili alle persone fisiche.