L’Europa accelera sulla sovranità monetaria e il calendario dell’euro digitale dipende ora dal negoziato finale tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione sul Regolamento che autorizzerà la BCE a emettere moneta reale dopo i test, come alternativa pubblica ai colossi dei pagamenti extra-UE.
Nel frattempo la Banca centrale europea ha attivato Pontes, la piattaforma che porta la moneta di banca centrale negli scambi di titoli tokenizzati tra intermediari. Christine Lagarde l’ha presentata come «euro digitale messo a disposizione delle banche»: è un’infrastruttura all’ingrosso riservata a banche e operatori di mercato, senza effetti su conti, POS e incassi di cittadini e imprese.
In sintesi:
- la plenaria del Parlamento europeo ha confermato il 9 luglio 2026 il mandato negoziale sul regolamento con 416 voti favorevoli, 169 contrari e 22 astensioni, e il trilogo con il Consiglio è partito il 13 luglio;
- il pilota della BCE partirà nella seconda metà del 2027 con una versione beta dell’euro digitale priva di corso legale;
- il limite di detenzione individuale non ha ancora una cifra e Consiglio e Parlamento divergono su chi debba fissarlo;
- il primo gruppo di utenti di Pontes, attivo dal 21 settembre 2026, comprende tredici intermediari, la Bundesbank e quattro operatori di piattaforme a registro distribuito, senza banche italiane.
- Euro digitale quando arriva: timeline dal regolamento alla prima emissione
- Pontes BCE attivo dal 21 settembre 2026: regolamento all’ingrosso tra banche
- Regolamento euro digitale: le posizioni di Consiglio e Parlamento nel trilogo
- Sperimentazione BCE: pagamenti tra personale delle banche centrali ed esercenti selezionati
- Limite di detenzione dell’euro digitale: tetto per persona ancora senza cifra
- Euro digitale e depositi bancari: moneta della BCE senza rischio di controparte
Euro digitale quando arriva: timeline dal regolamento alla prima emissione
La prima emissione dell’euro digitale è possibile nel corso del 2029 solo se il regolamento sarà adottato entro il 2026: la BCE lega il proprio obiettivo a questa ipotesi di lavoro e calcola almeno due anni di preparazione prima che la moneta arrivi nei portafogli. La timeline ricostruita sui documenti delle istituzioni europee è la seguente:
| Data | Tappa |
|---|---|
| Giugno 2023 | La Commissione europea presenta la proposta di regolamento sull’euro digitale. |
| 19 dicembre 2025 | Il Consiglio UE approva la propria posizione negoziale. |
| 9 luglio 2026 | La plenaria del Parlamento europeo conferma il mandato negoziale. |
| 13 luglio 2026 | Primo incontro del trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione. |
| 14 luglio 2026 | La BCE seleziona i prestatori di servizi di pagamento che partecipano alla sperimentazione. |
| Entro fine 2026 | Obiettivo di accordo e adozione del regolamento. |
| Seconda metà 2027 | Avvio del pilota di dodici mesi con il personale delle banche centrali ed esercenti selezionati. |
| Dopo l’adozione del regolamento | Decisione del Consiglio direttivo della BCE sull’emissione. |
| 2029 | Prima emissione possibile secondo l’obiettivo della BCE. |
Ogni tappa è condizionata alla precedente: uno slittamento dell’accordo oltre la fine dell’anno sposterebbe in avanti pilota, decisione di emissione e debutto nell’Eurozona.
Pontes BCE attivo dal 21 settembre 2026: regolamento all’ingrosso tra banche
Pontes è la soluzione dell’Eurosistema che collega le piattaforme a registro distribuito (DLT) ai servizi TARGET e consente di regolare in moneta di banca centrale le transazioni all’ingrosso in titoli e altre attività tokenizzate. Il servizio parte con un nucleo di funzioni e si amplia per gradi, con orari di apertura più lunghi, fino alla piena attuazione attesa entro il 2028, come indica il comunicato della BCE sul lancio.
L’accesso è riservato agli intermediari finanziari: tra i primi tredici partecipanti di mercato che hanno completato l’adesione figurano Deutsche Bank, Santander, Société Générale e la Banca europea per gli investimenti, oltre alla Bundesbank, e tra i quattro operatori di piattaforme DLT c’è Clearstream. Nell’elenco non compare alcuna banca italiana, mentre otto gruppi italiani partecipano alla sperimentazione dell’euro digitale al dettaglio.
La formula usata da Christine Lagarde all’Eurogruppo ha prodotto titoli che presentano Pontes come avvio dell’euro digitale per il pubblico. La BCE colloca invece la piattaforma nella strategia per la finanza tokenizzata, accanto al progetto Appia, che deve consegnare entro il 2028 un modello di ecosistema europeo basato sulla tokenizzazione. Lo stesso giorno la BCE ha annunciato che investirà una piccola parte dei fondi propri in titoli pubblici tokenizzati dell’area euro, con regolamento tramite Pontes.
Regolamento euro digitale: le posizioni di Consiglio e Parlamento nel trilogo
Il trilogo aperto a luglio deve conciliare due testi che coincidono sulla gratuità dei servizi di base per i cittadini e divergono su chi fissa il limite di detenzione, sull’euro digitale detenuto dalle imprese e sul modello delle commissioni. La tabella mette a confronto le due posizioni sulle regole che determinano il costo dell’euro digitale per chi incassa:
| Regola | Consiglio UE | Parlamento europeo |
|---|---|---|
| Chi fissa il limite di detenzione | La BCE, entro un tetto complessivo deciso dal Consiglio e riesaminato almeno ogni due anni. | La Commissione europea su raccomandazione della BCE, con revisione almeno ogni due anni. |
| Euro digitale detenuto dalle imprese | Limiti per le persone giuridiche affidati alla BCE, che può fissarli anche a zero senza ostacolare l’obbligo di accettazione. | Divieto scritto nel regolamento, con incassi trattenuti al massimo 24 ore e poi riversati sul conto bancario. |
| Commissioni per gli esercenti | Tetto parametrato ai pagamenti comparabili per un periodo transitorio di almeno cinque anni, poi massimali basati sui costi. | Tetto europeo basato sui costi con la regola del no worse off: accettare l’euro digitale non può costare più dei mezzi di pagamento comparabili. |
| Servizi di base per i cittadini | Gratuiti apertura e chiusura del conto, pagamenti e trasferimenti da e verso il conto presso lo stesso prestatore. | Gratuiti apertura del portafoglio, detenzione dei fondi e almeno uno strumento di pagamento, con pagamenti offline senza costi. |
Per un esercente che incassa in euro digitale la differenza tra i due testi riguarda la tesoreria: con la regola del Parlamento gli incassi della giornata sono trasferiti sul conto bancario entro 24 ore, con quella del Consiglio la soglia dipende dalla BCE e con un limite a zero ogni incasso confluisce subito sul conto. In entrambi i casi il costo per l’impresa dipende dal tetto alle commissioni, che per il Consiglio segue per almeno cinque anni i livelli dei pagamenti comparabili e poi i costi effettivi.
La posizione del Parlamento estende l’obbligo di accettazione dell’euro digitale alla maggior parte delle attività che incassano già con strumenti elettronici ed esonera autonomi e microimprese privi di altri pagamenti digitali. Le scelte del Consiglio su limiti, servizi gratuiti e commissioni sono riportate nel comunicato del Consiglio sulla posizione negoziale.
Sperimentazione BCE: pagamenti tra personale delle banche centrali ed esercenti selezionati
Nella sperimentazione dell’euro digitale pagheranno il personale della BCE e delle banche centrali nazionali partecipanti e un numero limitato di esercenti selezionati, tra negozi online e attività di uso quotidiano come bar e ristoranti. La moneta di prova è priva di corso legale e non comporta quindi alcun obbligo di accettazione per i negozi.
La BCE ha scelto 36 prestatori di servizi di pagamento tra oltre 50 candidature: tra loro ci sono gli otto gruppi italiani del progetto pilota dell’euro digitale, da Poste Italiane a UniCredit, Nexi e Satispay. I clienti delle banche partecipanti sono esclusi dai test e potranno detenere euro digitali solo dopo l’adozione del regolamento e la decisione di emissione del Consiglio direttivo della BCE.
Limite di detenzione dell’euro digitale: tetto per persona ancora senza cifra
Il limite di detenzione stabilisce quanti euro digitali ogni persona potrà tenere nei conti online e nei portafogli digitali, e nessuna delle due posizioni negoziali ne fissa l’importo. L’ordine di grandezza circolato nella fase preparatoria, tra 3.000 e 4.000 euro, è un’ipotesi di lavoro citata anche dall’analisi del centro studi Bruegel del 2024 e non vincola il legislatore.
Il tetto protegge i depositi delle banche commerciali, pilastro del credito alle imprese, da uno spostamento massiccio verso la moneta della BCE. Per la stessa ragione l’euro digitale non matura interessi ed è costruito come strumento di pagamento, con i fondi oltre soglia trasferiti automaticamente sul conto bancario collegato.
Euro digitale e depositi bancari: moneta della BCE senza rischio di controparte
L’euro digitale è una moneta emessa dalla banca centrale e, a differenza dei depositi bancari, costituisce un’obbligazione diretta della BCE, priva di rischio di controparte. Sul piano giuridico si colloca accanto a banconote e monete, con cui condivide il corso legale previsto dalla proposta di regolamento.
Per le imprese il vantaggio atteso è la riduzione dei costi di transazione. L’Italia ha chiesto all’Ecofin di dicembre 2025 commissioni più basse per i piccoli esercenti sulle transazioni di importo ridotto, per fare della moneta dematerializzata uno strumento di competitività per le PMI.