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Euro digitale: Italia chiede commissioni più basse per i piccoli esercenti

di Anna Fabi

15 Dicembre 2025 11:05

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Regolamenti per l'Euro digitale entro fine 2025, l'Italia chiede commissioni più basse per le piccole transazioni, per tutelare esercenti e PMI.

Il nuovo pacchetto legislativo sull’Euro digitale sta prendendo forma in questi giorni: il Consiglio Europeo, per voce della ministra dell’Economia danese, Stephanie Lose, ha annunciato l’avvio della procedura, con l’obiettivo di raggiungere un accordo entro fine anno. Se da un lato la misura è vista come una risposta alle sfide economiche e digitali che l’Europa sta affrontando, dall’altro è tuttavia emersa una preoccupazione che riguarda il futuro dei piccoli esercenti, per i quali le nuove regole potrebbero risultare onerose.

L’Italia ha sollevato il problema durante la discussione pubblica, chiedendo di minimizzare l’impatto delle commissioni sui pagamenti, specialmente per le transazioni di importo limitato.

Le preoccupazioni italiane per le commissioni sui pagamenti

Il nuovo pacchetto di provvedimenti sulla moneta unica prevede tre regolamenti distinti, che assieme pongono le basi per l’introduzione effettiva dell’Euro digitale nel sistema economico dell’UE. Nel corso dell’ultima sessione all’Ecofin, tenutasi il 12 dicembre, il ministro italiano dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sottolineato come l’Italia continui a credere che la proposta debba essere migliorata per tutelare maggiormente i piccoli esercenti. La proposta è quella di prevedere un livello di onerosità inferiore rispetto alle attuali commissioni sui pagamenti con carta per utile per favorire la diffusione dell’euro digitale ma con un impatto minimo sulle transazioni a basso valore e che consenta agli esercenti di adattarsi senza dover affrontare costi insostenibili, contribuendo così a un’economia digitale più inclusiva.

L’Italia ha comunque confermato il proprio impegno a portare avanti il negoziato di trilogo, in modo da contenere i costi di accettazione dell’Euro digitale.

Euro digitale e tutela dell’economia reale

La proposta italiana si allinea con l’idea di preservare il contante nei pagamenti al dettaglio, garantendo l’accesso a tutti i cittadini senza penalizzare chi preferisce transazioni tradizionali. Il governo italiano sostiene anche il rafforzamento del ruolo dell’euro nell’era digitale, con l’introduzione di una valuta digitale di banca centrale, che dovrebbe rimanere complementare e non sostitutiva della moneta fisica.

La posizione si inserisce nel più ampio dibattito che sta caratterizzando le politiche economiche europee. Quando l’Euro digitale diverrà realtà (la stima è per il 2029), l’Italia continuerà a lavorare per un modello che tuteli le specificità del mercato interno e le esigenze degli utenti finali, soprattutto le piccole e medie imprese (PMI).