Nessuna sorpresa dalla Banca centrale europea in materia di decisioni di politica monetaria. Nella riunione del 5 febbraio, Francoforte ha lasciato invariati i tassi di interesse, ritenendo che l’attuale livello sia adeguato a raggiungere l’obiettivo di inflazione al 2% nel medio termine.
Sulla strategia per i prossimi mesi, la presidente Christine Lagarde ha ribadito la linea della prudenza: le decisioni verranno prese sulla base dei dati (data-driven), senza alcun impegno a seguire un percorso predeterminato.
I tassi BCE a febbraio 2026
In seguito alla decisione del board, i tassi rimangono fermi sui livelli fissati nella precedente tornata:
- tasso sui depositi 2%
- operazioni di rifinanziamento principali 2,15%
- operazioni di prestito marginale 2,4%
È ormai dal giugno 2025 che la BCE non riduce più il costo del denaro, dopo la fase di allentamento progressivo avvenuta nell’anno precedente. E Lagarde ha tenuto a sottolineare che la decisione del Consiglio direttivo è stata presa all’unanimità.
Economia tra crescita debole e rischi geopolitici
La valutazione sulla congiuntura economica delinea un quadro a luci e ombre. Da una parte, la BCE evidenzia i fattori che sostengono la tenuta del sistema: bassa disoccupazione e dinamiche salariali che supportano i consumi, bilanci solidi del settore privato e investimenti nel digitale e nelle infrastrutture (spinti anche dalla spesa per la difesa).
Dall’altra, non viene sottovalutata la forte incertezza globale. I riflettori sono puntati soprattutto sulle tensioni commerciali (aumento dei dazi), sulle crisi geopolitiche in corso e sul recente apprezzamento dell’euro, fattori che potrebbero frenare l’export e la ripresa.
Inflazione e PIL sotto controllo, niente tagli in vista
La crescita del quarto trimestre 2025 si è confermata molto debole, attestandosi allo 0,3%, trainata principalmente dal comparto dei servizi, pur con segnali di risveglio in manifattura e costruzioni. Sul fronte dei prezzi, i dati sono incoraggianti: inflazione flash scesa all’1,7% a gennaio (rispetto al 2,0% di dicembre) e inflazione di fondo sostanzialmente invariata e considerata in linea con il target del 2%.
La stabilità dei tassi conferma dunque che la BCE non ha fretta di tagliare ulteriormente, preferendo attendere che l’inflazione si stabilizzi definitivamente sotto la soglia del 2% prima di muovere nuovamente la leva del costo del denaro, specialmente in un contesto di dazi incerti.