Tassi BCE invariati anche a febbraio 2026: Lagarde prudente, inflazione verso il target

di Redazione PMI.it

5 Febbraio 2026 17:09

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La BCE mantiene invariati i tassi d'interesse anche a febbraio 2026. Lagarde: inflazione sotto controllo, attenzione alle tensioni commerciali e geopolitiche.

Nessuna sorpresa dalla Banca centrale europea in materia di decisioni di politica monetaria. Nella riunione del 5 febbraio, Francoforte ha lasciato invariati i tassi di interesse, ritenendo che l’attuale livello sia adeguato a raggiungere l’obiettivo di inflazione al 2% nel medio termine.

Sulla strategia per i prossimi mesi, la presidente Christine Lagarde ha ribadito la linea della prudenza: le decisioni verranno prese sulla base dei dati (data-driven), senza alcun impegno a seguire un percorso predeterminato.

I tassi BCE a febbraio 2026

In seguito alla decisione del board, i tassi rimangono fermi sui livelli fissati nella precedente tornata:

  • tasso sui depositi 2%
  • operazioni di rifinanziamento principali 2,15%
  • operazioni di prestito marginale 2,4%

È ormai dal giugno 2025 che la BCE non riduce più il costo del denaro, dopo la fase di allentamento progressivo avvenuta nell’anno precedente. E Lagarde ha tenuto a sottolineare che la decisione del Consiglio direttivo è stata presa all’unanimità.

Economia tra crescita debole e rischi geopolitici

La valutazione sulla congiuntura economica delinea un quadro a luci e ombre. Da una parte, la BCE evidenzia i fattori che sostengono la tenuta del sistema: bassa disoccupazione e dinamiche salariali che supportano i consumi, bilanci solidi del settore privato e investimenti nel digitale e nelle infrastrutture (spinti anche dalla spesa per la difesa).

Dall’altra, non viene sottovalutata la forte incertezza globale. I riflettori sono puntati soprattutto sulle tensioni commerciali (aumento dei dazi), sulle crisi geopolitiche in corso e sul recente apprezzamento dell’euro, fattori che potrebbero frenare l’export e la ripresa.

Inflazione e PIL sotto controllo, niente tagli in vista

La crescita del quarto trimestre 2025 si è confermata molto debole, attestandosi allo 0,3%, trainata principalmente dal comparto dei servizi, pur con segnali di risveglio in manifattura e costruzioni. Sul fronte dei prezzi, i dati sono incoraggianti: inflazione flash scesa all’1,7% a gennaio (rispetto al 2,0% di dicembre) e inflazione di fondo sostanzialmente invariata e considerata in linea con il target del 2%.

La stabilità dei tassi conferma dunque che la BCE non ha fretta di tagliare ulteriormente, preferendo attendere che l’inflazione si stabilizzi definitivamente sotto la soglia del 2% prima di muovere nuovamente la leva del costo del denaro, specialmente in un contesto di dazi incerti.