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Ambizione Italia: intelligenza artificiale e competenze

di Barbara Weisz

Pubblicato 28 Settembre 2018
Aggiornato 19 Marzo 2019 12:57

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Microsoft punta sull'intelligenza artificiale con "Ambizione Italia": formazione mirata e strumenti innovativi per favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro.

Microsoft investe, con il progetto Ambizione Italia, 100 milioni di euro «in iniziative, programmi e corsi che coinvolgeranno 2 milioni di giovani e professionisti italiani entro il 2020, contribuendo alla diffusione di una nuova cultura digitale per costruire insieme il futuro del Paese». I cardini del progetto sono due: intelligenza artificiale e competenze. Intorno a questi due paradigmi, uno tecnologico ed uno formativo, Microsoft lavora per la trasformazione digitale del Paese.

Il contesto

Diciamo subito che si tratta di due punti critici del sistema Italia, il cui le aziende sono ancora indietro in ambito IA e dove comunque si registra un forte mismatch di competenze (difficoltà nell’incontro fra domanda e offerta di lavoro).

L’interesse è tuttavia alto: secondo un report McKinsey, l’IA è una priorità per l’80% delle aziende, che però arrancano, come sottolinea l’amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani:

solo il 15% delle nostre imprese è andata oltre lo sviluppo di progetti pilota, rispetto a una media europea del 32%.

Quindi, strada tutta in salita. E’ in questo contesto che si colloca Ambizione Italia, il cui primo passo è operare con i partner: Adecco Group, LinkedIn, Invitalia, Cariplo Factory e Fondazione Mondo Digitale.

Intelligenza Artificiale

Insieme ad Adecco è appena stato lanciato Phyd, una piattaforma che partendo da un classico database di cerco /offro lavoro (curriculum e competenze di chi cerca, opportunità di formazione, imprese) utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i trend del mondo del lavoro e metterli a disposizione del mercato. Ad esempio, ci sono funzioni che consentono di fare un check-up della propria preparazione, misurare il livello di occupabilità, e intraprendere le iniziative più idonee a un continuo aggiornamento.

Novità anche in casa Linkedin, con un Talent Insights che (sempre grazie a Big Data e IA) fornisce informazioni aggregate che possono andare incontro alle esigenze delle imprese. Esempio: dove si trovano le persone più preparate in un determinato campo? La risposta potrebbe essere utile per decidere dove aprire un nuovo ufficio dedicato a una missione specifica).

Competenze

Il problema del mismatch delle competenze viene sottolineato un po’ da tutti. Silvia Candiani lo chiama “il paradosso del lavoro”, che vede l’Italia ai vertici delle classifiche internazionali sulla disoccupazione giovanile e le imprese ICT cercare professionalità che non trovano, anche fra i giovani. Nella stragrande maggioranza dei casi, il problema è proprio l’incontro fra domanda e offerta di lavoro.

Attenzione, però: come sottolinea Marcello Albergoni, Ceo di Linkedin Italia, le aziende non cercano solo hard skill tecnologiche ma anche soft skill.

Anzi, aggiunge Andrea Malacrida, country manager di Adecco Italia, «spesso sono proprio le soft skill a fare la differenza», non solo nel momento in cui si ricerca lavoro, ma anche sullo stipendio (che per i lavoratori in possesso di queste competenze trasversali arriva ad essere più alto del 40%).

Il progetto Ambizione Italia riguarda anche la formazione (ad esempio con l’iniziativa Eskills4change che promuove lezioni digitali e hackathon nelle scuole in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale) e l’imprenditorialità (con il talent scouting di Cariplo Factory).

Gli obiettivi del progetto: coinvolgere entro il 2020 oltre 2 milioni di persone (giovani, studenti, NEET e professionisti), formandone oltre 500mila persone e certificando le competenze di 50mila professionisti.