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Per l’Italia è tempo di rinascimento digitale

di Redazione PMI.it

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Le priorità dell'agenda digitale italiana declinate alla luce dell'accelerazione impressa dall'emergenza Covid 19: il Manifesto in 10 punti.

Al primo posto ci sono i big data, e questa non è una novità, anche se ora sono declinati attraverso il contact tracing digitale; al secondo posto lo smart working, che fino a qualche mese fa era poco più di una sperimentazione in un limitato di numero di aziende, in genere di grandi dimensioni o molti innovative e digitali: sono le prime due voci del Manifesto del rinascimento digitale messo a punto da Federazione digitale, l’organismo promosso da Netcomm e IAB Italia con l’obiettivo di promuovere e sviluppare l’evoluzione digitale nel Paese.

Altre priorità emerse in queste ultimi mesi caratterizzati dal lockdown e dalla convivenza con il Coronavirus: e-learning, informazione digitale di qualità. Una serie di conferme: e-commerce, pagamenti digitali, data mining, e-government, inclusione digitale, privacy.

Infine una considerazione, che è il decimo punto del Manifesto: il futuro della ricostruzione post rivoluzione digitale è stato reso ancora più urgente, attuale, impellente dalla pandemia Covid-19, che ha accelerato ciò che era già iniziato per effetto della globalizzazione.

Il documento, presentato il 21 luglio nel corso degli Stati Generali del Digitale, vuole rappresentare una guida per un new normal che vede sempre più il digitale protagonista delle nostre vita, della società, della sfera lavorativa.

«Intendiamo impegnarci affinché il digitale diventi, prima di tutto, strumento di inclusione sociale e volano per il progresso economico che il nostro Paese, in questa fase di necessaria ripartenza, non può più rimandare» sottolinea Roberto Liscia, Presidente di Federazione Digitale e di Netcomm.

Manifesto del rinascimento digitale

Ecco i dieci punti:

  1. Utilizzare e per tempo il contact tracing digitale e i big data per evitare futuri lock-down delle nostre città, delle nostre economie, delle nostre attività.
  2. Lavorare da remoto, in sicurezza e piena efficienza, addirittura con migliorata produttività.
  3. Processi digitali e attività di “data-mining” che consentano a imprenditori, manager, funzionari pubblici, illuminati e reattivi, di governare modernamente ed efficacemente le proprie aziende e le nostre organizzazioni.
  4. E-learning per non fermare mai la nostra conoscenza e renderla democraticamente fruibile ad una platea sempre più ampia, abbattendo i costi dell’accesso alla formazione e all’istruzione, eliminando il digital divide.
  5. E-government per snellire definitivamente il rapporto stato-cittadini e renderci effettivamente liberi e consapevoli in un libero, forte e disciplinato governo di regole, ma anche di facilità di rapporto, amichevole e basato sulla reciproca fiducia.
  6. Edicola digitale e informazione di qualità distribuita a tutti online, a basso costo, con minore impatto ambientale, contro la deforestazione del nostro pianeta.
  7. L’E-commerce è la risorsa digitale più importante a disposizione delle aziende per sostenere il loro mercato, le loro vendite.
  8. Il mondo delle transazioni economiche e finanziarie è entrato ormai nell’era della dematerializzazione dei sistemi di pagamento, della completa affermazione dei sistemi di pagamento digitali.
  9. La lotta alla criminalità e alle varie forme di terrorismo, alle forze sovversive, la semplice sicurezza e assistenza da remoto dei nostri cari, passano attraverso un lavoro preventivo di inclusione digitale e di collaborazione internazionale che, nel grande rispetto delle libertà individuali e del diritto alla privacy delle nostre vite (oneste e regolari), solo il “Rinascimento digitale” può realizzare.
  10. Il futuro della ricostruzione post rivoluzione digitale è stato reso ancora più urgente, attuale, impellente dalla pandemia Covid-19, che ha accelerato ciò che era già iniziato per effetto della globalizzazione.

«L’Italia, catapultata nell’emergenza sanitaria dalla diffusione del Covid-19, è stata costretta ad un salto culturale accelerato, l’emergenza ha costretto tutti indistintamente a un utilizzo spinto della tecnologia – commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia -. Messi con le spalle al muro, aziende, imprenditori e Governo hanno realizzato in dieci giorni tutta una serie di iniziative che per anni erano rimaste congelate, ora è il momento di cogliere le opportunità che ci offre la digital trasformation».

=> Nuove tecnologie per il lavoro in smart working

Andrea Salvati, nuovo vicepresidente con delega allo sviluppo di Federazione Digitale Italiana, assicura: «metterò a disposizione della Federazione il mio pensiero, la mia azione e le mie relazioni con l’obiettivo di farla crescere nei prossimi mesi e anni e farla diventare un punto di riferimento di questa trasformazione digitale del nostro Paese. Dal contact tracing al vero smart working, dal SOP management al data mining, dall’e-learning all’e-government, dall’informazione digitale al digital advertising e all’e-commerce, dal sistema di pagamento digitali alla cyber security».

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