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IT Wallet su App IO: ISEE e titoli di studio, test aperti alle imprese

di Redazione PMI.it

11 Settembre 2026 10:05

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Otto attestati in arrivo e CieID per l'identità digitale. Per le imprese, obblighi ed esenzioni del wallet europeo e i passi per avviare i test con l'IPZS

Sul portafoglio digitale di App IO sono attesi l’attestazione ISEE, i titoli di studio e i dati di residenza, mentre il sistema si apre alle aziende: Intesa, società del gruppo Havant da non confondere con il gruppo bancario Intesa Sanpaolo, ha comunicato di essere il primo operatore privato accreditato nella federazione IT Wallet per verificare gli attestati dei cittadini. Le regole della nuova fase sono scritte in due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale in estate, che obbligano le amministrazioni ad aderire e lasciano alle imprese una scelta volontaria fino all’obbligo europeo di accettare il wallet nei settori regolati.

In sintesi:

  • le Linee guida del Sistema IT-Wallet indicano sette attestati di interesse pubblico prioritari per la sperimentazione, ciascuno alimentato da una fonte autentica (decreto 17 giugno 2026, GU n. 169 del 23 luglio 2026);
  • l’attestato con i dati di identificazione personale richiede l’app CieID di livello elevato, con una finestra transitoria fino al 3 febbraio 2028 per CIE fisica più SPID o CieID di livello significativo (decreto 19 marzo 2026, GU n. 178 del 3 agosto 2026);
  • pubbliche amministrazioni, gestori di servizi pubblici e società a controllo pubblico devono aderire come fonti autentiche entro il 3 agosto 2027 (stesso decreto);
  • dal 24 dicembre 2027 le imprese private tenute all’autenticazione forte devono accettare il wallet europeo su richiesta dell’utente, con esclusione di micro e piccole imprese (art. 5-septies del Regolamento UE n. 910/2014).

Nuovi documenti su IT Wallet: ISEE, titoli di studio e residenza

Le Linee guida approvate con decreto 17 giugno 2026 indicano come prioritari per la sperimentazione sette attestati elettronici di interesse pubblico, ciascuno alimentato da una fonte autentica, cioè dall’archivio pubblico che certifica il dato all’origine. Accanto ai tre documenti già disponibili compaiono l’ISEE dell’INPS, i titoli di studio con le iscrizioni scolastiche e universitarie e i dati anagrafici dell’ANPR.

Attestato elettronico Fonte autentica
ISEE INPS
Titolo di studio e iscrizione scolastica Ministero dell’Istruzione e del Merito
Titolo accademico e iscrizione universitaria Ministero dell’Università e della Ricerca
Residenza, godimento dei diritti politici, iscrizione alle liste elettorali, soglie di età Ministero dell’Interno tramite ANPR
Tessera sanitaria TEAM Ministero dell’Economia e delle Finanze
Patente di guida mobile Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Carta europea della disabilità INPS

Patente e Carta europea della disabilità sono riservate al wallet pubblico di App IO, mentre ISEE, istruzione e dati anagrafici sono destinati anche ai portafogli privati accreditati. L’elenco comprende l’iscrizione alle liste elettorali; la tessera elettorale digitale, introdotta dal DL 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla L. n. 50/2026, attende provvedimenti successivi per caratteristiche e ingresso nel sistema.

Nel wallet confluisce anche la delega: la piattaforma per le deleghe digitali ai servizi della PA, gestita dall’Istituto Poligrafico, consente a ogni cittadino iscritto all’ANPR di autorizzare fino a due persone di fiducia ad agire online al suo posto.

Per l’ISEE su App IO e gli altri attestati, il Garante privacy ha dato via libera agli schemi dei due decreti con il parere del 4 agosto 2025. Nessun calendario ufficiale fissa la data di rilascio: ciascun attestato arriva dopo l’integrazione con la propria fonte autentica, e il debutto del 2024 ha seguito lo schema di un primo gruppo ristretto di utenti con estensione progressiva a tutti. A regime l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato indica come orizzonte oltre 200 tipologie di documenti e attestazioni.

Patente e tessera sanitaria su App IO, dove valgono oggi

Oggi la sezione Documenti su IO contiene tre documenti gratuiti e facoltativi: la patente di guida, esibibile in Italia ai controlli su strada, la tessera sanitaria con la TEAM, valida per le prestazioni del Servizio sanitario nazionale, e la Carta europea della disabilità, con gli stessi usi della versione fisica. I dati provengono dagli enti che emettono i documenti fisici e dal giugno 2025 i documenti sono consultabili anche offline. Le Linee guida ammettono la patente digitale anche per il riconoscimento dell’utente sul territorio italiano nei casi che esse stesse individuano, senza farne un sostituto generale della carta d’identità.

Le attivazioni di IT Wallet hanno raggiunto quota 12 milioni secondo il dato diffuso dal Dipartimento per la trasformazione digitale il 23 luglio 2026, mentre a febbraio i documenti caricati erano 17,3 milioni. Il Dipartimento indica il servizio come riservato ai maggiorenni; lo stesso DL n. 19/2026 ha però inserito nel CAD l’accesso dei minori dai 14 anni al punto di accesso telematico, anche per ottenere ed esibire attestazioni tramite IT Wallet, senza l’assenso dei genitori salvo i casi in cui la legge lo richieda.

Per dodici mesi dalla pubblicazione delle Linee guida, cioè fino al 23 luglio 2027, tessera sanitaria, patente e Carta della disabilità sono accessibili anche dal punto di accesso telematico previsto dall’art. 64-bis del CAD.

Attestato di identità con app CieID, SPID in fase transitoria

L’attestato dei dati di identificazione personale è emesso dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con i dati dell’ANPR, che nella sperimentazione comprendono nome, cognome, data e luogo di nascita, cittadinanza e codice fiscale, dopo l’autenticazione di livello elevato garantita dall’app CieID associata alla carta d’identità elettronica. Lo SPID consente l’accesso ad App IO e ai documenti già presenti nel portafoglio.

Fino al 3 febbraio 2028, diciotto mesi dopo la pubblicazione del decreto 19 marzo 2026, è aperta una finestra transitoria: l’Istituto può rilasciare l’attestato anche a chi dimostra il possesso fisico della CIE e si autentica con CieID di livello di garanzia significativo oppure con lo SPID. Chiusa la finestra, per l’attestato serve CieID di livello elevato. Allo stesso Istituto spettano gli attestati dei documenti di identità e di riconoscimento muniti di fotografia, validi per il riconoscimento tramite il wallet.

Il ruolo della carta d’identità elettronica cresce anche per effetto del Regolamento (UE) 2019/1157, che dal 3 agosto 2026 ha fatto perdere validità alla carta d’identità cartacea.

IT Wallet per le imprese: verifiche QR code e verificatore privato

Le imprese possono usare IT Wallet come verificatori, cioè come soggetti che chiedono al cittadino un attestato e ne controllano autenticità e validità presso chi l’ha emesso: il decreto 19 marzo 2026 consente ai privati di chiedere la registrazione nel sistema dal 3 agosto 2026, su base volontaria. Online la verifica avviene con un QR code mostrato dal sito quando l’utente naviga da un altro dispositivo, oppure con un reindirizzamento diretto se usa lo stesso smartphone; di persona lo scambio avviene tramite QR code, NFC o Bluetooth.

Il wallet mostra all’utente chi richiede i dati e quali, e consente di deselezionare quelli non indispensabili prima del consenso: la condivisione selettiva permette a un servizio di ottenere la sola conferma di un requisito, come la maggiore età o la residenza, senza acquisire l’intero documento.

Il primo operatore privato iscritto al registro della federazione come Verificatore di Attestati Elettronici è Intesa, prestatore di servizi fiduciari qualificati del gruppo Havant, accreditata il 9 luglio 2026 accanto all’Istituto Poligrafico, alle amministrazioni e agli enti titolari di fonti autentiche. La società offre alle aziende dei settori regolati prove su casi reali, dalla verifica dell’età in fase di onboarding al controllo della residenza e alla validazione dei titoli di studio, e lavora al ruolo di intermediario per chi preferisce accedere alla federazione senza un’infrastruttura propria.

Le procedure amministrative di adesione dei privati, compresi i requisiti di onorabilità, affidabilità, tecnologici e organizzativi, saranno fissate da un regolamento AgID; nel frattempo l’accesso alla federazione avviene tramite il Trust Anchor gestito dall’IPZS e richiede la gestione di chiavi crittografiche e certificati a validità limitata.

Obbligo eIDAS, chi deve accettare il wallet europeo

Dal 24 dicembre 2027 le imprese private che per legge o per contratto devono usare l’autenticazione forte dell’utente per l’identificazione online sono tenute ad accettare anche il portafoglio europeo di identità digitale, quando è l’utente a sceglierlo, con esclusione delle microimprese e delle piccole imprese. La regola è nell’art. 5-septies del Regolamento (UE) n. 910/2014, introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1183, che fissa il termine a 36 mesi dall’entrata in vigore degli atti di esecuzione, avvenuta il 24 dicembre 2024.

Il regolamento cita tra gli ambiti interessati trasporti, energia, banche e servizi finanziari, sicurezza sociale, sanità, acqua potabile, servizi postali, infrastrutture digitali, istruzione e telecomunicazioni. Per i pagamenti disciplinati dalla PSD2 l’estensione dell’obbligo è stata oggetto di confronto interpretativo, e le ultime indicazioni della Commissione europea orientano verso l’accettazione del wallet anche per l’accesso al conto e l’avvio delle operazioni di pagamento. Entro il 24 dicembre 2026 ogni Stato membro deve mettere a disposizione almeno un portafoglio europeo, e IT Wallet è destinato ad adeguarsi progressivamente a quel modello.

Profilo dell’impresa Obbligo o facoltà
Microimpresa o piccola impresa, con meno di 50 occupati e fatturato o totale di bilancio annuo fino a 10 milioni di euro Accettazione del wallet europeo facoltativa anche nei settori regolati; registrazione volontaria in IT Wallet
Media o grande impresa tenuta per legge o per contratto all’autenticazione forte per l’identificazione online Obbligo di accettare il wallet europeo su richiesta dell’utente alla scadenza fissata dall’art. 5-septies
Media o grande impresa senza obbligo di autenticazione forte Accettazione facoltativa; registrazione volontaria come verificatore o fornitore di attestati
Gestore di servizi pubblici o società a controllo pubblico non quotata Adesione obbligatoria a IT Wallet come titolare di fonte autentica, secondo il decreto 19 marzo 2026

Le soglie dimensionali sono quelle della Raccomandazione 2003/361/CE, richiamata dallo stesso art. 5-septies: per le microimprese i limiti scendono a meno di 10 occupati e 2 milioni di euro di fatturato o totale di bilancio.

Ambiente di test IT Wallet,  procedura per aziende

L’ambiente di test nazionale di IT Wallet è aperto dal maggio 2026, rivolto in primo luogo ai fornitori privati di portafogli digitali e accessibile alle aziende che vogliono provare i casi d’uso del sistema su dati non riferibili a cittadini reali.

Per un’impresa che intende provare le verifiche prima delle scadenze, il percorso oggi disponibile segue cinque fasi:

  1. verifica della dimensione aziendale secondo la Raccomandazione 2003/361/CE e dell’eventuale obbligo, legale o contrattuale, di autenticazione forte dei clienti, che insieme stabiliscono se l’accettazione del wallet europeo diventerà obbligatoria;
  2. richiesta di accesso all’ambiente di test all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato tramite PEC all’indirizzo identitadigitale@pec.ipzs.it, indicato nel comunicato del Dipartimento per la trasformazione digitale;
  3. studio delle specifiche tecniche del Sistema IT-Wallet pubblicate dal Dipartimento, che impongono al verificatore di supportare sia il flusso sullo stesso dispositivo sia quello con QR code tra dispositivi diversi;
  4. scelta tra un’infrastruttura propria, con chiavi crittografiche e certificati conformi ai profili del Trust Anchor dell’IPZS, e il ricorso a un soggetto aggregatore, figura prevista dalle Linee guida per svolgere le verifiche per conto dei verificatori, ruolo che Intesa ha annunciato di voler assumere;
  5. registrazione formale nel Registro IT-Wallet gestito dall’IPZS, dopo la pubblicazione del regolamento AgID sulle procedure di adesione.

AP e partecipate obbligate ad aderire come fonti autentiche

Entro il 3 agosto 2027 tutti i soggetti indicati all’art. 2, comma 2, del Codice dell’amministrazione digitale, cioè pubbliche amministrazioni, gestori di servizi pubblici e società a controllo pubblico, devono aderire a IT Wallet senza nuovi oneri come titolari di fonte autentica e rendere disponibili i dati necessari a generare gli attestati. Il decreto 19 marzo 2026 esclude che a questo obbligo si possano opporre le norme di settore sulle singole banche dati.

Per chi presenta un attestato il guadagno è nei tempi delle pratiche: in base all’art. 6 del decreto, che attua l’art. 64-quater, comma 5, del CAD, le attestazioni elettroniche acquisite tramite il sistema sono esenti, nei casi previsti, dai controlli documentali del capo V del DPR n. 445/2000. Le soluzioni registrate possono essere usate per accedere ai servizi online della PA, e ai cittadini è garantito un insieme di servizi essenziali gratuiti.