L’Europa avanza veloce verso il Digital Identity Wallet, con 22 progetti attivi di cui 11 già operativi. Tuttavia nessuno è ancora stato certificato come EUDI Wallet conforme al regolamento eIDAS2, che definisce un quadro comune per l’autenticazione digitale.
In Italia il percorso è ancor più lento: il 2025 è stato l’anno della messa a punto per l’IT Wallet, il portafoglio digitale pubblico integrato nell’app IO, che oggi conta 7 milioni di utenti e oltre 11,7 milioni di documenti caricati.
Digital Identity Wallet: un mercato frammentato
In base ai dati dell’Osservatorio Digital Identity Wallet del Politecnico di Milano, nel mondo si contano oltre 110 DI Wallet sviluppati da aziende private, molti dei quali nati per gestire pagamenti e biglietti digitali e oggi evoluti per includere anche documenti d’identità. Alcuni Stati, come Giappone e Stati Uniti, collaborano con le BigTech per integrare identità e passaporti nei wallet di Apple e Google. In Europa, invece, si lavora a una piena interoperabilità tra sistemi nazionali, ma la mancanza di certificazioni e standard condivisi rallenta l’adozione.
Il cantiere dell’IT Wallet
Il progetto italiano procede su due binari: da un lato la sperimentazione del wallet pubblico, evoluzione del servizio “Documenti su IO”, dall’altro la definizione delle linee guida per i provider privati, coordinate da AgID. Al momento, 5,7 milioni di patenti e 5,9 milioni di tessere sanitarie (nonché 100mila Carte della Disabilità) risultano già digitalizzate nell’app IO. Si attende ora l’integrazione di nuove credenziali e la possibilità di utilizzo online del wallet per servizi pubblici e privati.
Italiani pronti all’EUDI Wallet
Il 56% degli italiani si dichiara interessato all’EUDI Wallet, la quota più alta in Europa, mentre il 49% preferirebbe che fosse gestito dal Governo o da un ente pubblico. Solo il 13% opterebbe per soluzioni private, mentre il 21% non vorrebbe inserire i propri documenti nei wallet digitali per timori di privacy. Oggi il 50% degli italiani usa già un wallet digitale, soprattutto per carte di pagamento, e il 36% vorrebbe estenderne l’uso anche ai documenti d’identità.
Il successo dell’IT Wallet dipenderà dalla capacità di creare un ecosistema di servizi integrato, accessibile e sicuro, in cui cittadini e imprese percepiscano la digital identity non come un vincolo, ma come un’opportunità di semplificazione e fiducia digitale.
SPID batte ancora CieID
Il sistema SPID resta il principale canale di accesso ai servizi digitali: 41,5 milioni di identità attive (82% della popolazione maggiorenne), con oltre 1,3 miliardi di accessi previsti nel 2025. La Carta d’Identità Elettronica conta 48,4 milioni di titolari di cui però appena 9 milioni con credenziali digitali attive tramite CieID. Gli accessi digitali tramite CIE hanno superato i 73 milioni ad agosto, in crescita rispetto ai volumi del 2024, ma ancora non paragonabili a quelli con SPID. Si rafforza pertanto l’inevitabile coesistenza dei due sistemi, confermata dal rinnovo biennale delle convenzioni SPID con gli Identity Provider.