In vigore le nuove regole sulla cittadinanza italiana

di Anna Fabi

26 Maggio 2025 11:41

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In Gazzetta Ufficiale la legge che modifica i requisiti per l’acquisizione della cittadinanza italiana, limitando l’applicazione dello ius sanguinis.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 23 maggio 2025, n. 74, è entrata in vigore la riforma che modifica i criteri per l’acquisizione della cittadinanza italiana, limitando l’applicazione del principio dello ius sanguinis, ovvero il diritto di sangue, in connessione alla cittadinanza per discendenza.

Cittadinanza italiana: cosa è cambiato con la nuova legge

La riforma stabilisce che la cittadinanza italiana sarà riconosciuta automaticamente solo in due casi:

  1. bambini nati in Italia o, prima della loro nascita, con almeno un genitore italiano che abbia vissuto nel paese per almeno due anni consecutivi; sono ammessi coloro che presentano domanda documentata entro la mezzanotte del 27 marzo 2025 ed anche coloro che danno domanda di riconoscimento tramite un atto ufficiale in tribunale, comune o consolato.
  2. persone nate all’estero con almeno un genitore o un nonno/nonna nati in Italia oppure in possesso della cittadinanza italiana al momento della loro morte.

La legge stabilisce inoltre che i minori stranieri o apolidi, discendenti da genitori italiani per nascita, acquisiranno la cittadinanza nel momento in cui i genitori dichiarano la loro volontà di far loro acquisire la cittadinanza italiana, a condizione che il minore risieda legalmente e continuativamente in Italia per almeno due anni.

La cittadinanza non sarà invece trasmessa automaticamente ai nati all’estero già in possesso di un’altra cittadinanza, né ai nati fuori dall’Italia prima dell’entrata in vigore della legge, salvo specifiche condizioni.

Chi è nato in Italia o è stato residente per almeno due anni consecutivi e ha perso la cittadinanza per alcune disposizioni della legge 555 del 1912, può riottenerla se effettua una dichiarazione tra il 1° luglio 2025 e il 31 dicembre 2027. Il contributo per il riacquisto della cittadinanza ammonta a 250 euro.

Ingressi per lavoro subordinato

La legge introduce anche una nuova disposizione che consente l’ingresso e il soggiorno per lavoro subordinato, al di fuori delle quote stabilite per l’ammissione di stranieri, a discendenti di cittadini italiani residenti all’estero e in possesso della cittadinanza di paesi con rilevanti flussi di emigrazione italiana. Gli Stati coinvolti saranno determinati da un decreto del Ministro degli Esteri. Sullo sfondo c’è il referendum sulla cittadinanza che chiama gli Italiani ad esprimersi l’8-9 giugno sulla possibilità per i cittadini extra-comunitari di ottenere la cittadinanza dopo 5 anni di residenza legali (invece di 10).

Come si vede, la riforma mira a contrastare gli abusi da un lato ma anche ad estendere gli ingressi motivati dall’altra. L’obiettivo è garantire che l’acquisizione della cittadinanza sia legata a un effettivo legame con il paese, promuovendo l’integrazione e la conoscenza della cultura italiana.