Fiat: Fabbrica Italia? Le cose son cambiate

di Massimiliano Santoro

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La Fiat spiega che non si può fare riferimento ad un progetto di due anni e mezzo fa; intanto il ministro Passera chiede chiarezza a Marchionne.

C’è chi la considera una retromarcia e chi una semplice puntualizzazione. Fatto sta che il Fiat evidenzia che i vari discorsi sui prodotti e sugli investimenti relativi al progetto “Fabbrica Italia” devono essere costantemente rivisiti. Perché molte cose sono cambiate dall’aprile del 2010, ovvero dall’annuncio da parte della Fiat del progetto, ad iniziare dal crollo verticale del mercato italiano dell’auto “ai livelli degli anni settanta”.

Per questo motivo, il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, è intervenuto sulla questione sostenendo che sia “giusto, importante e urgente fare chiarezza sulla possibile retromarca del costruttore, anche perché Fiat ha delle responsabilità verso l’Italia. Per questo il governo farà tutto il possibile affinché tali responsabilità siano ben chiare, perché bisogna capire quale sia la strategia di Segio Marchionne nel paese”.

Nella giornata di sabato, i due leader hanno avuto una conversazione telefonica, alla quale molto probabilmente seguirà un incontro per chiarire il futuro degli stabilimenti dove si producono le auto del Lingotto.

La lunga ed articolata nota diramata venerdì dal Lingotto iniziava col ricordare che ad ottobre 2011 era stato annunciato che la dicitura “Fabbrica Italia” non sarebbe stata più usata dall’azienda perché “molti l’avevano interpretata come un impegno assoluto dell’azienda mentre invece si trattava di una iniziativa del tutto autonoma che non prevedeva tra l’altro alcun incentivo pubblico”.

Poi, si evidenziava che in 2 anni e mezzo molto è cambiato soprattutto nel mercato dell’auto entrato in crisi a livello europeo ed in modo molto marcato a livello italiano. Per Fiat, alla luce di ciò, non si può più fare riferimento ad un progetto datato nel tempo “è necessario infatti che il piano prodotti e i relativi investimenti siano oggetto di costante revisione per adeguarli all’andamento dei mercati”, si leggeva nella nota diramata dal Lingotto.

Fiat ha ribadito poi che ogni annuncio sul piano sui prodotti ed i relativi investimenti sarà effettuato nell’ambito della presentazione dei risultati aziendali del terzo trimestre chiosando con la sottolineatura che “la Fiat con la Chrysler è oggi una multinazionale e quindi, come ogni azienda in ogni parte del mondo, ha il diritto e il dovere di compiere scelte industriali in modo razionale e in piena autonomia, pensando in primo luogo a crescere e a diventare più competitiva”.