Quando è il manager a decidere il suo stipendio

di Teresa Barone

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Se sono i dipendenti a scegliere la propria retribuzione anche il rendimento aziendale ne trae vantaggio: ecco cosa succede in Germania.

Decidere il proprio stipendio liberamente, valutando il “valore di mercato” personale e tenendo conto del bilancio aziendale: un’azienda tedesca offre questa possibilità ai propri dipendenti, dai manager ai semplici impiegati, garantendo in questo modo un maggiore rendimento per la società stessa.

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L’azienda in questione è la Vollmer & Scheffczyk, specializzata in consulenza aziendale e guidata da Lars Vollmer. In fase di colloquio di lavoro ciascun candidato propone la retribuzione adatta alle sue esigenze, dopo aver scrutato i dati del bilancio e, soprattutto, le buste paga dei futuri colleghi.

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Una scelta contro corrente che, tuttavia, sembra rivelarsi proficua e portare notevoli vantaggi sia ai dipendenti sia alla produttività aziendale. Il motivo? Nessuno è portato a sopravvalutarsi e proporre una retribuzione eccessiva, soprattutto perché consapevole che uno stipendio cospicuo significherebbe, inevitabilmente, una richiesta di prestazioni altrettanto elevate.

Ciascuno dei 25 dipendenti dell’azienda tedesca, quindi, conosce la paga dei colleghi e solo mantenendo la propria retribuzione al medesimo livello non sarà costretto a “giustificare” la sua scelta, non tanto a parole ma attraverso un surplus di lavoro e un maggiore carico di mansioni.

In Germania non mancano le innovazioni anche in materia di flessibilità aziendale: un’altra società tedesca, la Trumpf, consente infatti ai 10mila dipendenti di impostare liberamente il proprio orario di lavoro, stabilendo ogni due anni la quantità di ore da dedicare alla professione a seconda delle esigenze personali e familiari.

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