Lavoro: un esempio di solidarietà espansiva

di Teresa Barone

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Riduzione di stipendio e orario per consentire l?assunzione di lavoratori precari con contratto di solidarietà espansiva: succede a Reggio Emilia.

Favorire le assunzioni e le stabilizzazioni in azienda attraverso la riduzione dello stipendio dei dipendenti: si chiama contratto di solidarietà espansiva e, in piena crisi economica, è stato utilizzato dalla Ifoa di Reggio Emilia per porre fine al precariato di una trentina lavoratori ora assunti a tempo indeterminato.

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Quanto messo in pratica in questa azienda emiliana, che ora vanta 114 dipendenti attivi a 38 ore settimanali, rappresenta un’iniziativa finalizzata alla stabilizzazione di 29 lavoratori precari da anni, resa possibile grazie al sacrificio” di 85 dipendenti che hanno rinunciato al 5% del proprio stipendio e alla conseguente riduzione dell’orario di lavoro.

«Un esempio virtuoso di solidarietà espansiva: un’ipotesi prevista dalla legge 863 dell’84 ma mai applicata prima. Degli 85 dipendenti dell’azienda solo due o tre si sono opposti alla proposta, per il resto tutti l’abbiamo accolta con entusiasmo. Si trattava di regolarizzare colleghi che con contratti a progetto lavoravano al nostro fianco già da anni».

Questo il commento di una delle dipendenti attiva da quindi anni presso l’azienda emiliana, la quale sottolinea appunto la particolare natura del contratto di solidarietà espansivo che, secondo quanto previsto dalla legge, prevede agevolazioni contributive a favore delle imprese che applicano questa tipologia contrattuale (sono escluse dai benefici le aziende che nei dodici mesi precedenti alla richiesta hanno effettuato riduzioni di personale ricorrendo anche a sospensioni temporanee dal lavoro).

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«Nei primi dodici mesi dall’assunzione al datore di lavoro viene riconosciuto un contributo, a carico dell’Inps, pari al 15% della retribuzione lorda prevista dal CCNL. Nei due anni successivi il contributo cala rispettivamente al 10% e al 5%. Se le assunzioni avvengono nel Mezzogiorno il contributo è pari al 30% della retribuzione.»

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