Il crollo della vecchia IT

di Chiara Basciano

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Si crea una voragine tra la vecchia IT, in piena recessione, e nuova IT, con numeri in continua crescita

Nonostante si stia vivendo un’era digitale in pieno fiorire, con 28 milioni di smartphone, con una continua crescita, e i tablet al +42% il nuovo mondo dell’IT stenta a decollare. E nonostante il PIL digitale rappresenti il 3,1% dell’intero PIL nazionale, l’Information Technology italiana sta vivendo una drammatica recessione, avendo perso quasi 4 miliardi dal 2008 ad oggi.

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Il panorama dell’IT italiano è stato analizzato a fondo dall’Assintel Report 2013, ricerca annuale sul mercato del Software e Servizi ITin Italia effettuata da NEXTVALUE per conto di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT di Confcommercio-Impreseper l’Italia. I dati non sono per niente positivi, con Hardware -9,5%, Software -3,2%, Servizi IT -4,3%, Formazione -14,2%, Software Gestionali -8%, Process management
-10,3% nonostante l’utilizzo comune del nuovo IT cresca molto bene, in particolare il Cloud, con +43,2% e Tablet e E-reader con il +42%.

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Molto polemiche le parole di Giorgio Rapari, presidente di Assintel «Le parole della politica ormai sono miraggi dissolti a cui nessuno crede più,come l’agenda digitale che aspetta ancora i decreti attuativi, come la strategia nazionale per l’Innovazione che non arriva, come il credito alle piccole imprese e il sostegno agli investimenti digitali inesistente, o infine il sostegno all’occupazione attraverso la vera riduzione del costo del lavoro. Non per nulla nel Global Competitivenessindex del World Economic Forum, l’Italia è quest’anno scesa al 50° posto: ma è addirittura al 118° posto per l’importanza dell’IT nella visione del Governo e al 130° per la sua promozione fatta – anzi non fatta – dal Governo.» Non è troppo tardi per sanare il divario tra vecchia e nuova IT, occorre però creare un nuovo mercato digitale, unendo le due categorie infatti il valore del mercato si aggirerebbe sui 24.134 milioni di Euro.