Crescono i ritardi nei pagamenti

di Chiara Basciano

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Fotografia della situazione dei pagamenti, con imprese ritardatarie triplicate

Pagare in ritardo i propri fornitori è una tendenza che purtroppo ha visto un notevole peggioramento negli ultimi anni, come confermato dall’indagine Studio Pagamenti 2014 effettuata da Cribis D&B.

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Nel dettaglio questo primo trimestre ha registrato un calo di otto punti rispetto all’anno precedente, passando dal 38% delle imprese puntuali nell’effettuare i pagamenti, al 46% del 2013.

Il peggioramento si registra soprattutto per quanto riguarda i tempi, infatti i ritardi oltre i trenta giorni sono in netto aumento. Rispetto al 2010 si è arrivati addirittura al 192,7% in più.

Marco Preti, Amministratore Delegato di CRIBIS D&B commenta «Questi dati ci forniscono lo specchio di uno scenario nuovo. I ritardi di pagamento e in generale la rischiosità delle aziende italiane si assestano oggi su un nuovo livello, più alto rispetto al passato (…) per tutto il 2013 si è registrata una crescita dei ritardi gravi che hanno raggiunto il 16% nell’ultima parte dell’anno. E’ difficile prevedere se questo trend resterà stabile nei prossimi mesi o se peggiorerà ancora; sicuramente è difficile ipotizzare una riduzione dei ritardi nei pagamenti e del livello medio di rischiosità commerciale del tessuto aziendale italiano».

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L’indagine evidenzia inoltre le differenze geografiche, dimostrando come il fenomeno prevalga nel sud Italia. L’Emilia Romagna si conferma ancora una volta la regione più virtuosa d’Italia con ben il 48% di pagatori puntuali, mentre, dal lato opposto, troviamo Sicilia, Campania e Calabria, con quote di pagamenti puntuali inferiori al 23,2%. Il settore maggiormente interessato risulta essere quello del commercio al dettaglio, con solo il 26,3%, mentre quelli con punteggi migliori sono i servizi finanziari, con il 51,5% e l’agricoltura, con il 48%.

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