Come sopravvivere al cambiamento

di Chiara Basciano

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Combattere la supremazia della tecnologia sviluppando il fattore umano, ma senza dimenticare al lavoro come ad un percorso di apprendimento continuo.

Il mondo del lavoro ha subito in pochissimi anni una trasformazione radicale. Secondo McKinsey, entro i prossimi dieci anni il servirà riqualificare il 45% della forza lavoro ma il 26% non apprenderà le nuove competenze abbastanza in fretta, mentre il 24% non riuscirà ad adattarsi al cambiamento.

=> Tecnologia e fattore umano

Un panorama che può spaventare. Ma una soluzione c’è ed è quella di imparare ad adattarsi ripensando il lavoro come una trasformazione continua, come un percorso di apprendimento continuo.

La flessibilità intesa come capacità di cambiare deve essere introdotta in azienda, quindi, ma anche acquisita come un cambio di mentalità dei lavoratori.

La collaborazione tra macchina e uomo può essere in questo senso fondamentale, rendendo i lavoratori capaci di far evolvere di continuo le loro competenze.

=> Intelligenza emotiva per fare carriera

In un contesto del genere, assumono maggior importanza elementi che non possono che far parte del genere umano, come l’intelligenza emotiva, la capacità di ascolto e di provare empatia.

Più veniamo dominati e sostituiti dalle macchine più abbiamo esigenza di entrare in contatto con altri essere umani. Preservare e valorizzare tali caratteristiche peculiari dell’essere umano diventa essenziale anche per il business. Più esso si automatizza più il fattore umano diventa una richiesta dei clienti stessi.