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Pigrizia in ufficio: quando combatterla o assecondarla

di Chiara Basciano

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Giornate improduttive: combatterle se sono croniche, utilizzarle per ricaricare le batterie se sporadiche. Strategie di contrattacco.

Essere sempre produttivi e pieni di energia sarebbe l’ideale, eppure ci sono giorni in cui la pigrizia vince. Non bisogna farsi prendere dallo sconforto: esistono giorni pigri per tutti. Quando capita, meglio approfittarne per ricaricare le batterie, magari allentando i ritmi sui task secondari.  L’importante è non fare del procrastinare il proprio credo.

=> Un ambiente di lavoro sano e produttivo

Un atteggiamento costruttivo è quello di analizzare i motivi del proprio stato d’animo: si ha solo bisogno di uno stacco, si è distratti da pensieri personali o si cova un’insoddisfazione più profonda? Qualunque sia la ragione bisogna essere pronti a prendere le adeguate contromisure.

Qualunque sia la ragione bisogna essere pronti ad analizzarsi per prendere le adeguate contromisure.

Se il problema pigrizia è ormai cronico, uscire da questo circolo vizioso è difficile: invece di assecondarla sarà necessario combatterla.

La psicologa Fuschia Sirois della Bishop’s University consiglia di compensare la pigrizia con il piacere, legando le attività da fare a qualcosa che fa stare bene. Invece, lo psicologo Timothy A. Pychl suggerisce di suddividere il lavoro in blocchi più piccoli in modo da rendere meno difficile affrontare le cose.

Qualcosa da concludere in 30 minuti sembra fattibile per tutti, ma la somma dei minuti costituirà una giornata intera di lavoro.