Se il lavoro in team va in crisi

di Chiara Basciano

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Responsabilità del dirigente in caso di fallimento del lavoro di squadra? Per il Center for Creative Leadership in qualche caso si.

Essere un buon leader è strettamente collegato al fatto di possedere ottime qualità nella guida di un team di lavoro. Perché se è vero che talvolta una squadra viene fatta fuori dalla presenza al suo interno di elementi detonanti, che ne sfaldano l’unità, accade qualche volta che siano proprio le incapacità del leader a creare confusione e ad allontanare la squadra dagli obiettivi prefissati.

Circondarsi di “yes-people”, non avere una chiara visione d’insieme della strategia da adottare, accentrare su di sé troppe responsabilità, rifiutare gli input provenienti dal team, non saper imparare dai propri insuccessi sono alcuni dei principali difetti che il Center for Creative Leadership segnala come comuni a molti leader che incappano nella crisi della loro squadra di lavoro.

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Tre in particolare le ragioni per cui un dirigente può essere responsabile del fallimento di un team, secondo il Centro: perché non è capace di trovare il giusto equilibrio tra la sua autorità e quella che necessariamente bisogna concedere agli elementi che compongono la squadra di lavoro, perché non è capace di trattare le persone come una vera squadra, privilegiando la comunicazione con i singoli individui piuttosto che stabilendo con cura i confini e definendo le competenze e anche le responsabilità collettive del team, e infine perché sottovaluta l’importanza di una formazione al lavoro in team. Un dato affatto scontato, visto che si può essere ottimi elementi nel lavoro individuale, ma pessimi nella condivisione dei compiti con altri soggetti.

Perché se il lavoro in team va coltivato e rafforzato, talvolta la responsabilità di una squadra incapace di collaborare discende direttamente dalle mancanze del suo leader.

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