L?importanza strategica dell?engagement

di Chiara Basciano

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Avere dipendenti poco motivati incide a livello economico, ma non solo. Ecco i dati di una ricerca BlessingWhite.

Chi riesce a coinvolgere i dipendenti ci guadagna. A dirlo sono i dati di uno studio effettuato dalla società di consulenza aziendale BlessingWhite, che mostrano come le aziende con dipendenti fortemente coinvolti nel lavoro e nella vita dell’organizzazione offrono un ritorno economico ai propri investitori del 19% superiore alla media, mentre al contrario quelle con dipendenti poco motivati vanno sotto la media del 44%. Addirittura.

Dopo l’analisi di circa 11mila interviste in tutto il mondo, la ricerca mostra come solamente il 31% dei dipendenti si senta coinvolto nel proprio lavoro, con conseguenze che non sono solo economiche, come già mostrato, ma anche di talent retention, cioè quella capacità di “trattenere” le persone più capaci e qualificate. Quasi la metà dei dipendenti non coinvolti lascerebbe infatti la società da un momento all’altro, qualora arrivasse un’altra offerta.

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Che fare allora per invertire la tendenza? Dalle interviste emergono alcuni suggerimenti: come quello di dare a ciascuno più opportunità di fare ciò che sa fare meglio, che è il consiglio più indicato insieme a quello di migliorare la relazione con il diretto superiore. Altri fattori importanti indicati dai dipendenti sono poi condizioni di lavoro più flessibili, essere maggiormente stimolati dalle mansioni assegnate, raggiungere un migliore livello di collaborazione fra colleghi e la maggiore chiarezza possibile nella conoscenza degli incarichi assegnati, e infine avere la possibilità di fare formazione, e carriera, offerta dall’azienda.

I meno coinvolti? I giovani della Generazione Y, ovvero quelli nati dopo gli anni Ottanta. Spetta a loro il primato negativo del minor livello di engagement aziendale.

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