L?engagement della Generazione Y

di Chiara Basciano

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Come lavorare sulla motivazione dei lavoratori della Generazione Y? Ecco alcuni consigli utili.

I dati americani parlano di 80 milioni di lavoratori che attualmente fanno parte della cosiddetta Generazione Y, con la prospettiva di arrivare entro il 2020 ad essere il 50% della forza lavoro totale del paese. Figli di un’epoca particolare, che se da un lato garantisce una preparazione culturale che non ha eguali rispetto al passato, dall’altro evidenzia parecchie questioni irrisolte per quel che riguarda l’engagement.

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Dopo averne appurato l’importanza strategica, ecco alcuni consigli per tentare di portare alla luce la motivazione degli appartenenti alla Generazione Y. Intanto può essere d’aiuto far loro capire al meglio la vision aziendale, cosicché il fatto di portarli a comprendere il loro ruolo in un piano più ampio dia loro una motivazione più chiara. “Una maniera per farli sentire apprezzati, che a sua volta aumenterà la produttività”, dice Jeremy Kingsley, esperto di leadership nonché autore di “Inspired People Produce Results”.

Quindi può essere importante dare spazio ai lavori socialmente utili. Uno studio compiuto dal Pew Research Center nel 2010 ha rilevato che la Generazione Y mette come priorità il fatto di aiutare le persone in difficoltà (21%) più che non il fatto di avere una carriera ben pagata (15%). Far loro sentire l’incoraggiamento della società può risultare strategico.

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Altro suggerimento può essere quello di sviluppare passaggi di carriera intermedi. Molti appartenenti alla Generazione Y infatti non sono capaci di attendere 3 o 5 anni per una promozione, per cui intervenire anche in questo campo, con piccole promozioni mirate, può garantire un maggior livello di soddisfazione dei dipendenti.

Per avere a che fare al meglio con gli appartenenti alla Generazione Y, infine, non bisogna mai dimenticare di provvedere a fornire regolare incoraggiamento e feedback adeguati, offrire la maggiore flessibilità possibile, puntare sulla loro crescita e sviluppo professionale, nonché dare loro il tempo per poter gestire i progetti personali. E chissà che grazie alla loro creatività quest’ultimo consiglio non risulti, come talvolta successo, davvero importante per le sorti dell’azienda.

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