Retention, strategica la compensazione

di Chiara Basciano

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Compensare gli straordinari con le vacanze per evitare la fuga dei talenti. I dati della ricerca di Elan International.

Più di un’azienda su due (61%) sta provando a facilitare il giusto equilibrio tra vita e lavoro dei propri dipendenti, compensando gli straordinari con le vacanze. Questo quanto emerge da una ricerca di Elan International, società di head hunting, incentrata sulla retention dei dipendenti a livello globale, da cui si possono capire anche i mezzi più utilizzati per evitare la fuga dai talenti: su tutti la compensazione degli straordinari con ferie/permessi e benefit (51%), seguono per il 45% training & development, per il 25% l’home office, per il 22% i programmi di salute e benessere.

Sempre per quel che riguarda la motivazione, c’è da segnalare come si sia notevolmente ridotta la possibilità per le aziende italiane di considerare gli aumenti retributivi quali fattori di incentivazione per i dipendenti. E a proposito di retribuzione, la ricerca evidenzia che i settori in cui i manager sono meglio retribuiti sono nell’area chimico farmaceutica e ICT, mentre all’opposto le retribuzioni più basse le ritroviamo nei settori tessile e meccanico.

Giuseppe Cristoferi, managing partner di Elan International, focalizza l’attenzione su alcuni aspetti del settore farmaceutico, evidenziandovi le figure meglio retribuite: «tra le figure ben retribuite rientrano: il responsabile regulatory affairs, il responsabile del licensing in e out e quello per la farmacovigilanza», spiega Cristoferi, che prosegue: «Riguardo al responsabile regulatory affairs, che si occupa di assicurare la registrazione dei farmaci, la sua retribuzione lorda annua è generalmente tra i 110.000 – 120.000 euro ed oltre. Il responsabile del licensing, che spesso confina con il business development, è figura chiave in un momento dove la pipeline non dà molte opportunità alla ricerca interna, per arrivare velocemente alla registrazione di un farmaco. Si tratta di una figura che può assumere una rilevanza economica molto pronunciata (150/200.000 euro)».

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«Tra le figure emergenti nel settore farmaceutico – conclude Cristoferi – c’è lo specialista Farmacovigilanza dell’azienda: ha l’obiettivo di garantire la corretta e tempestiva valutazione della sicurezza e, più in generale, del rapporto rischio/beneficio dei farmaci originali dell’azienda e su licenza, sia in fase di sviluppo sia in commercio. La sua retribuzione lorda annua è generalmente tra i 90 e i 120.000 euro».