Quando la motivazione è tutto

di Chiara Basciano

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Consigli per motivare il team, in nome della pace nel luogo di lavoro e del business.

Talvolta sono proprio i dipendenti a trovarsi stretti tra l’insoddisfazione e l’impossibilità, o quantomeno la grande difficoltà, di cambiare lavoro e a peccare in motivazione, talaltra è il manager che, vuoi per un’impostazione un po’ datata, vuoi per un atteggiamento che si presti a una doppia interpretazione, non riesce a infondere nel team quell’entusiasmo che – è stato spesso ripetuto – fa bene al business aziendale.

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Qualche consiglio può allora essere utile, in particolare se di questi tempi si vedono musi lunghi girare nei corridoi dell’ufficio. Intanto, avere un obiettivo chiaro e una strategia ragionevole per raggiungerlo possono essere il primo passo da compiere. Perché quando gli obiettivi sono troppo alti, e la strategia per raggiungerli non è ben definita, ecco che come le zanzare nelle ore serali ronzano i malumori tra i dipendenti. Se poi durante la strada che conduce all’obbiettivo ci si ricordasse anche di fornire un feedback, quanto più regolare possibile, ai componenti del team, ne beneficerà di certo anche l’umore della squadra.

Altro consiglio utile può essere quello di fare attenzione ai carichi di lavoro. Una sottile linea separa la richiesta del massimo impegno, anche in termini di tempo, dal soverchiare la vita privata dei collaboratori con ritmi troppo incalzanti di lavoro. Attenzione quindi a distribuire bene il lavoro, per evitare di trovarsi elementi stressati oltre misura, che si riveleranno controproducenti per il business aziendale.

Come spesso è stato sottolineato, prendere conoscenza delle persone con cui si lavora appare oggi come un bene irrinunciabile. Sia perché dal contributo di ognuno può scaturire l’idea capace di cambiare le carte in tavola e dare nuova spinta all’azienda, sia perché dalla conoscenza nascono la confidenza necessaria che fa sì che un rimprovero non sia male interpretato, vengono fuori e possono essere coltivate le aspirazioni personali di ognuno, vero motore di riserva in certi casi, sia perché conoscere aiuta a delegare al meglio, scegliendo la persona adatta di caso in caso. Oggi infatti mostrarsi onnipresenti e onnipotenti non sembra essere la scelta migliore, mentre valorizzare il lavoro degli altri, responsabilizzandoli, sembra pagare molto di più.