Recruiting: le basi del colloquio perfetto

di Teresa Barone

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La prima impressione non è tutto: ecco quattro strategie per essere sicuri di scegliere il candidato giusto.

Il 90% dei responsabili della selezione del personale ritiene che i primi 20 secondi siano determinanti in fase di colloquio di lavoro per capire se il candidato è valido o meno. Un periodi di tempo molto breve e tuttavia cruciale per la maggior parte dei recruiters, basato essenzialmente sulla prima impressione.

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Come bisogna procedere per aumentare ancora di più la probabilità di assumere la persona giusta? Come portare avanti il colloquio per trovare altre conferme e non esprimere un giudizio errato?

Il primo consiglio è quello di creare, a priori, alcuni criteri di base che dovranno guidare le proprie scelte durante in colloquio, individuando le qualità e le competenze ricercate mettendole nero su bianco.

Durante l’incontro, inoltre, è preferibile prendere appunti per evitare di perdere informazioni importanti soprattutto se si esaminano numerosi candidati in sequenza. Può anche essere utile chiedere supporto per la valutazione finale, soprattutto se è necessario esaminare una presentazione o un elaborato eseguito dai potenziali neo assunti. Agendo in questo modo, infatti, si potrà essere certi di ricevere un giudizio obiettivo che non dipende dalla prima impressione.

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Attenzione, inoltre, a valutare il modo in cui si parla di un candidato con gli altri recruiters: in fase di confronto tra due potenziali nuove risorse, ad esempio, bisognerebbe saper elencare i punti di forza del talento giudicato come il migliore senza descriverlo positivamente sulla base di un giudizio che deriva dalla stretta di mano o dal suo modo di presentarsi.