La ventiquattrore d’oro

di Chiara Basciano

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La tecnologia sempre a portata di mano fa crescere il valore delle borse dei manager

Il contenuto della cara vecchia ventiquattrore del manager è decisamente cambiato nel corso degli ultimi anni. La crescente informatizzazione ha stravolto il suo interno, passando da documenti cartacei preziosi solo per il contenuto a dispositivi tecnologici preziosi anche in quanto tali.

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Il telefono portatile è solo uno dei tanti elementi che si rendono necessari per essere sempre aggiornati. Una recente ricerca ha analizzato proprio il contenuto delle borse dei lavoratori scoprendo che quelli più semplici vanno in giro con un valore base di 600 euro, per arrivare alle alte dirigenze, che vanno a spasso con dispositivi del valore di 2-3 mila euro.

Smartphone, tablet, e-book e computer sono necessari soprattutto per i manager che lavorano nel campo della new economy, ma non mancano nelle borse degli altri tipi di lavoratori. D’altronde se si pensa che tutti, in ogni momento, vogliono sempre essere connessi, anche solo per motivi “ludici”, appare normale che chi necessita di una connessione costante per lavoro sia rifornito di ogni tipo di gadget tecnologico.

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La questione dello status symbol non appare determinante, avere il modello più aggiornato infatti diventa una costrizione se non si vuole rimanere indietro e, purtroppo, la velocità con cui un dispositivo diventa obsoleto è vertiginosa. In alcuni casi è il fattore moda a fare la differenza, sono infatti in molti i manager a non rinunciare alla borsa griffata, senza curarsi del rischio di mettersi così in evidenza. Per i viaggi di lavoro poi il valore delle borse sale ulteriormente, a causa della presenza di abiti fatti su misura per quanto riguarda i top manager e di gioielli e prodotti di bellezza per quanto riguarda le donne manager di alto livello.