Come dire addio a una cattiva abitudine

di Floriana Giambarresi

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Le cattive abitudini sono dure a morire ma rovinano il successo e la produttività in azienda: ecco come dirgli addio.

Chi ha mai provato a cambiare una cattiva abitudine saprà sicuramente quanto è difficile farlo: è un processo che richiede tempo ma che è bene attuare. Ne varrà infatti la pena: la nuova e buona abitudine sarà infatti più veloce, più facile, più efficiente e produrrà risultati molto migliori.

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Il problema è che, al fine di fare un cambiamento, dovrete letteralmente ricollegare il cervello. Nel corso del tempo, il cervello ha infatti imparato a fare quella determinata cosa e ciò ha causato un circuito fisico che il cervello stesso non smette di usare solo perché si decide di fare qualcosa di diverso. Non smetterà di usare questo vecchio circuito fin quando non si stabilirà una nuova connessione ed è per questo motivo che, per fare un cambiamento vero e proprio, ci vuole tempo.

La costruzione di una nuova abitudine richiederà infatti da alcune settimane a mesi, dipende da persona a persona, proprio come un nuovo progetto non si crea dall’oggi al domani. Nelle fasi iniziali è probabile che ci si scoraggi ma questo è parte naturale del processo: i primi tentativi potranno farvi sentire anche goffi e forzati, e i risultati sono spesso deludenti, ma questo momento di vulnerabilità cesserà a poco a poco.

Dopo fallimenti e delusioni, molte persone rinunciano a creare una nuova abitudine, ma bisognerebbe continuare a provare poiché prima o poi il cervello si abituerà.

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