L’amico del cuore a lavoro

di Chiara Basciano

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Linkedin studia le relazioni sul posto di lavoro e invita a fotografarsi su Twitter con il proprio work best friend forever

Mobbing, tensioni e stress, il posto di lavoro può essere un vero incubo, ma non sempre è così, al contrario sono moltissimi i lavoratori che costruiscono una sorta di seconda famiglia e che trovano l’amico del cuore a lavoro.

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Lo studio Relationships@Work effettuato da Linkedin infatti svela il lato positivo delle relazioni sul posto di lavoro. Il 20% degli intervistati arriva ad affermare che i colleghi di ufficio li comprendano più degli amici, il 36% socializza con loro anche al di fuori del lavoro e il 51% rimane in contatto con gli ex colleghi.

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Per quanto riguarda l’Italia si scopre una certa differenza su come le donne vivono il lavoro rispetto agli uomini, infatti risulta che un uomo italiano su 5 ha un/una collega che si prende cura di lui come fosse un marito/moglie, mentre per le donne la percentuale cala vistosamente arrivando ad 1 su 10, inoltre alla domanda “sacrificheresti l’amicizia con un collega per ottenere una promozione” hanno risposto sì il 54% delle donne mentre gli uomini sono il 48%, percentuali in ogni caso notevolmente alte.

Lo studio ha inoltre messo in evidenza le differenze tra generazioni, infatti nonostante tutti concordino nel ritenere che l’amicizia sul posto di lavoro li renda più felici la maggior parte dei più giovani, il 68%, sacrificherebbe l’amicizia per una promozione, mentre il 62% dei più maturi non prende minimamente in considerazione la cosa.

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Però il dato si capovolge quando si analizza quanto il lavoratore si senta più felice e produttivo nell’avere amici sul posto di lavoro, i giovani raggiungono il 45% mentre i più maturi non credano che l’amicizia abbia un impatto in questa direzione. Infine lo studio analizza il panorama mondiale evidenziando come l’Indonesia sia il posto in cui si crea maggiore affinità coi colleghi, mentre in Gran Bretagna la percentuale raggiunge solo il 9%.