Selezione del personale: assumere senza pentirsi

di Teresa Barone

Alcuni consigli per evitare che la scelta di una risorsa da assumere si trasformi in pentimento.

Un curriculum vitae ricco di competenze ed esperienze e un colloquio conoscitivo senza intoppi spesso non sono sufficienti per prendere la decisione giusta sul candidato da assumere: la selezione del personale, se non garantisce la scelta migliore, può portare a conseguenze pesanti anche dal punto di vista economico, con notevoli perdite da parte dell’azienda.

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Cosa succede se la nuova risorsa non riesce a soddisfare le esigenze e le aspettative già durante le prime settimane di lavoro? Se il pentimento post-assunzione rappresenta una sensazione molto comune (capita almeno in un caso su cinque), è anche vero che non sempre il processo di selezione viene condotto nel migliore dei modi.

Una scelta efficace potrebbe essere quella di affidarsi a una società che si occupa di selezione del personale, in modo da garantire la ricerca di competenze e qualifiche specifiche e arrivare a valutare solo i candidati ritenuti più idonei, già preselezionati dagli esperti.

Un primo “screening” condotto in autonomia sfruttando le risorse della rete (social network, Google) consente, inoltre, di determinare rapidamente se uno o più candidati non corrispondono al profilo richiesto.

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Per far emergere le reali personalità dei candidati in fase di colloquio, poi è opportuno porre domande inaspettate e originali, ad esempio proponendo ipotetici problemi di lavoro da risolvere.

Se la decisione finale impone la scelta tra una rosa di potenziali e brillanti talenti, può rivelarsi utile convocarli individualmente in un ambiente informale per valutarli in situazioni che non creano ansia e tensione.