Manager addio

di Chiara Basciano

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Cambia la struttura aziendale per le giovani start up, le decisioni le prendono le periferie dell?organizzazione

La diffusione tecnologica sfonda i confini gerarchici, confondendo le carte e creando una sorta di democrazia aziendale. Tramite gli strumenti tecnologici infatti chiunque li sappia maneggiare diventa un potenziale manager, annullando così quelle he sono sempre state considerate le caratteristiche essenziali per fare carriera.

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Questa l’implacabile analisi di Christopher Mims dalle pagine del Wall Street Journal. Analizzando i profili presenti nelle start up infatti il giornalista ha notato un’assenza di figure manageriali, rimpiazzate da persone che hanno molte doti ma che peccano di spirito imprenditoriale, capacità di leadership e propensione allo sviluppo di strategie.

Il giornalista lamenta un grave vuoto che da un lato permette a tutti di fare carriera laddove prima non era possibile ma dall’altro mette in crisi una struttura che funziona e che ha solide basi. Il futuro appare quindi incerto e potrebbe avere qualsiasi tipo di sviluppo, per ora si tratta solo di una tendenza generale rilevata essenzialmente nelle giovani start up.

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Mims spiega che «Le start up sono più agili di quanto siano mai state, soprattutto grazie a una diversa struttura manageriale che spinge il processo di decision-making verso la periferia dell’organizzazione, verso le persone che hanno il compito di tirare avanti le operazioni quotidiane dell’azienda. E ciò che rende possibile questa gerarchia relativamente piatta è che gli impiegati semplici hanno accesso illimitato a dati che un tempo erano difficili da ottenere, oppure richiedevano manager per essere interpretati». Ci sono pro e contro in una situazione del genere ma è certo che porta alla sparizione del manager comunemente inteso.