Lavoro: raccomandazione evergreen

di Teresa Barone

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Formazione e competenze sono importanti? ma la raccomandazione è sempre gradita: indagine sui giovani universitari.

Esperienza, percorso di studi, competenze tecniche e soft skill che fanno la differenza: se i responsabili della selezione del personale valutano questi e altri fattori prima di decidere l’assunzione di un candidato, i giovani che cercano lavoro credono fermamente che ad aprire tutte le porte sia lei, l’intramontabile raccomandazione.

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Lo dimostra un sondaggio condotto tra gli studenti universitari nell’ambito dell’iniziativa #NonCiFermaNessuno, promossa dal Centro di Ricerca e Servizi Impresapiens della Sapienza Università di Roma insieme al team di Campus Mentis: il 43% degli intervistati, infatti, afferma di non disdegnare una raccomandazione per ottenere un impiego, mentre il 57% ritiene che questo tipo di aiuto possa essere più utile nel comparto pubblico rispetto al privato.

Se gli studenti sognano un contratto a tempo indeterminato, sono anche consapevoli della necessità di adattarsi al contesto attuale, che impone una buona dose di flessibilità per inserirsi nel mercato del lavoro.

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Allo stesso tempo, tuttavia, la maggior parte degli universitari ha ben chiara l’importanza della formazione acquisita durante il percorso di studi, soprattutto per quanto riguarda le conoscenze informatiche e le lingue straniere (inglese in primis).

 

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