Valutare lo stress

di Chiara Basciano

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Capire come e perché si stressano i dipendenti aiuta ad affrontare la situazione.

I manager sanno bene che avere dipendenti stressati vuol dire assistere un calo della produttività, per questo si sente molto parlare di benessere in azienda.

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Il Minnesota Hospital Questionnaire aiuta ad interpretare segnali pericolosi e ad individuare le maggiori fonti di stress dei dipendenti, permettendo un’azione mirata ed un coinvolgimento attivo dei lavoratori nella creazione di un ambiente migliore. Il test individua ansia libera, ansia fobica, ossessività, somatizzazione, depressione ed isteria.

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La somma dei valori, indicata come “indice di nevroticità” aiuta a capire se c’è rischio di stress e burn-out. Nel dettaglio è stato fatto un esperimento da BenEssere Organizzativo nella società Davines SpA di Parma, analizzando come le tecniche di rilassamento abbiano portato ad una diminuzione dei valori.  L’indice di nevroticità è calato del 23,35% per il campione sperimentale (le 18 che hanno partecipato al training) contro il 15,7% del campione di controllo (le 11 persone con funzione di campione di controllo).

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Da sottolineare la diminuzione di alcuni valori specifici del campione sperimentale, come somatizzazione (trasferimento a livello somatico di disturbi psichici) -31,03%, grazie allo sviluppo di una maggiore consapevolezza psicofisica indotta dalla pratica meditativa, depressione (tristezza, calo di interesse, rallentamento dei processi mentali) -31,25% evidenziando il collegamento tra emozioni positive e stati di benessere, isteria (influenzabilità eccessiva, eccessi emozionali) -27,59%, da attribuirsi a una migliore gestione delle emozioni e delle interferenze emotive.

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