Come seleziona la Ahrendts

di Chiara Basciano

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I consigli della top manager per condurre un colloquio di lavoro in maniera produttiva.

Quali sono i segreti dei grandi recruiter? Cosa guardano in un candidato? La top manager Angela Ahrendts lo spiega direttamente con le sue parole, in un articolo dedicato alla selezione del personale.

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Prima di tutto la manager distingue quattro macro aree di interesse, individuando per ciascuna di esse delle domande standard da rivolgere al candidato. La prima area può essere intitolata ”io vs te”, si tratta di domande generali utili per capire chi si ha di fronte. La Ahrendts sostiene essere la parte più facile e piacevole, a tutti piace parlare di sé stessi e quindi viene facile chiedere notizie sulla famiglia, gli affetti, gli interesse personali e la religione. In questa fase la manager stessa mette in campo il suo lato personale, dichiarando la sua filosofia di leadership e studiando la reazione del candidato. Si cerca quindi di stabilire una connessione con chi si ha di fronte.

La seconda area è chiamata ”IQ vs EQ” e indaga le modalità in cui i candidati tendono ad agire, se di testa o di cuore, se privilegiano l’istinto o la ragione. Vengono fatte una serie di domande su casi concreti, per capire come il candidato si comporterebbe. In questa fase si capisce anche il tipo di relazione che si tende ad instaurare con i colleghi.

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La terza fase serve per capire più a fondo come il candidato guarda il mondo e può essere sintetizzata con ”lato destro del cervello vs il sinistro”. In questa fase si cercherà di capire la propensione dell’individuo, come si esprime, se tende ad analizzare i dettagli o ad essere più concettuale, se è un creativo o un razionale e cosa lo interessa davvero, con quale argomento si illumina. Capire a fond una persona vuol dire sfruttarne le potenzialità, per questo è una fase molto delicata.
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Infine si passa a ”eri, oggi, domani”, vale a dire le loro opinioni riguardo al business di cui ci si occupa, le strategie future e l’analisi di quelle passate. Questa è la parte più strettamente lavorativa e mette sul banco le capacità professionali. La Ahrendts consiglia di essere sempre sinceri e di dire già in questa fase se ci sono possibilità occupazionali, senza lasciare in sospeso la conversazione, ma mostrandosi da subito leali ed onesti.

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