Politiche di inclusione da sviluppare

di Chiara Basciano

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Tra falsi miti e superficialità, come muoversi per avere un?azienda attenta alle diversità.

Uno dei temi caldi del momento è il rispetto delle diversità sul posto di lavoro e le relative politiche di  inclusione. Capire come svilupparle è una delle priorità del settore risorse umane, ma ci sono luoghi comuni che vanno sfatati per fare bene il proprio lavoro.

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Affermare che l’azienda è al passo coi tempi solo perché si ha una manager donna a capo dell’impresa non è corretto. Vista la posizione delle donne è già qualcosa ma non perché una donna sta al posto che merita si deve pensare che l’azienda rispetti le differenze di genere. La cosa è molto più complessa. Un’azienda dovrebbe stare attenta a rispettare la sessualità di ognuno e a non precludere la strada a chi chiede un’orario flessibile, per esempio, aiutando il lavoratore ad esprimere le sue esigenze liberamente.

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Avere una rampa non basta poi ad includere le persone con disabilità. Attenzione alle diverse necessità significa fare davvero inclusione. Un menù in braille in mensa e corsi di aggiornamento fatti anche con la lingua dei segni significherebbe un grande passo avanti a cui in pochi pensano.

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Fare feste collegate alle diverse etnie per far conoscere la cultura di colleghi stranieri è una buona idea, ma non basta per creare un legame con chi proviene da posti diversi e ha religioni differenti dalla nostra. Lo scambio culturale dovrebbe essere più profondo. Se poi le vecchie leve istruiscono i giovani talenti la cosa è ottima, ma lo scambio tra generazioni deve essere costante e andare in tutt’e due le direzioni. L’azienda ne beneficerà di certo. 

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