Dress code in ufficio: parlano i manager

di Teresa Barone

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Look casual in ufficio non significa via libera ad abiti succinti e tatuaggi in evidenza: ecco cosa pensano i manager.

Quanto è importante il modo di vestirsi in ambito professionale? Una ricerca recente mostra come per i manager il look dei dipendenti stia passando in secondo piano rispetto al passato.

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L’indagine, condotta da OfficeTeam (società che si occupa della selezione del personale), ha chiesto il parere di 300 senior manager e più di 350 lavoratori interpellati in merito alle preferenze di stile e abbigliamento sul lavoro.

Se per il 50% dei dirigenti i dipendenti indossano meno abiti formali rispetto a cinque anni fa, il 31% dei dipendenti vorrebbe lavorare per un’azienda che non impone canoni severi ammettendo un look casual sempre.

Per la maggioranza dei manager, tuttavia, una delle peggiori abitudini dei lavoratori è proprio quella di vestire in modo eccessivamente informale in ufficio: la lista degli “errori” di stile compiuti dai dipendenti prevede anche un look che lascia scoperte alcune parti del corpo, l’esibizione di tatuaggi e piercing, la barba incolta, accessori troppo evidenti, colore di capelli sgargiante.

Come sottolinea  Brandi Britton , presidente di uno dei distretti per OfficeTeam:

«I dipendenti dovrebbero prendere spunto dalle linee guida aziendali e da ciò che gli altri indossano in ufficio. Alcuni settori, per esempio, sono più formali rispetto ad altri. Un codice di abbigliamento casual non vuol dire che va bene tutto. Il personale deve sempre proiettare un’immagine di sé che si riflette positivamente sul business.»