Stress da lavoro: questione di numeri

di Teresa Barone

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Lo stress da lavoro diminuirebbe se le aziende assumessero più dipendenti: lo pensano i lavoratori.

Lo stress da lavoro riguarda una percentuale crescente di individui, con conseguenze negative sia per quanto riguarda la salute e il benessere personale sia la produttività.

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A farne le spese sono anche le aziende, dovendo affrontare calo del rendimento, lavoratori in malattia, progetti non portati a termine: e se la causa di questo malessere fossero proprio i datori di lavoro? Secondo un’indagine recente, condotta da MetLife Employee Benefits in Europa, la metà dei lavoratori dipendenti pensa che lo stress da lavoro sia motivato dalla carenza di personale, un problema risolvibile se le aziende assumessero più risorse.

Stando ai risultati, emerge un divario tra il pensiero dei datori di lavoro e quello dei dipendenti in tema di investimenti per promuovere il benessere della forza lavoro: se i primi tendono a promuovere progetti e politiche mirate a mettere a disposizione benefici e bonus di varie tipologie come gratifiche concesse ai lavoratori, questi ultimi ritengono che favorire nuove assunzioni possa rappresentare la strategia giusta per limitare lo stress.

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Un investimento imponente che, spesso, le aziende non sono in grado di affrontare, preferendo attivare azioni meno rischiose a beneficio dei dipendenti già attivi in azienda.