Linguaggio del corpo in ufficio

di Teresa Barone

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Riservare poca attenzione al linguaggio non verbale danneggia la comunicazione e incrina le relazioni lavorative.

Il linguaggio non verbale svolge un ruolo primario nella comunicazione, anche in ambito lavorativo. I gesti possono alterare la percezione delle parole, con spiacevoli conseguenze per quanto riguarda il rapporto con i colleghi, con i superiori o i clienti.

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Se la presenza di rughe sulla fronte è segno di stress, ad esempio, la posizione delle mani indica apertura (se sono tenute lontane dal corpo) o viceversa necessità di proteggersi (se vicine). Sul lavoro, tuttavia, prestare attenzione ad alcuni atteggiamenti riveste un’importanza maggiore che in altri ambiti.

Quando si è impegnati in una conversazione, ad esempio, la posizione del corpo è fondamentale: non disporsi di fronte a chi parla può denotare una mancanza di interesse  così come qualsiasi movimento nervoso e ripetuto (toccarsi il viso, accavallare le gambe di continuo) rivela insicurezza.

Molta importanza nella comunicazione rivestono gli occhi e la capacità di mantenere il contatto visivo con l’interlocutore: secondo gli esperti, infatti, un’ottima strategia per comunicare interesse consiste nel guardare negli occhi chi parla per almeno il 50% o il 60% del tempo dell’intero dialogo.