Condividere i valori

di Chiara Basciano

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Rendere pubblici i valori aziendali per creare un ambiente di lavoro positivo.

Secondo il sociologo Morris Massey la formazione dei propri valori personali passa attraverso tre periodi di sviluppo. Il periodo di imprinting, fino ai sette anni di vita, in cui gli individui cominciano a stabilire le basi del loro modello, il periodo di modeling, dagli otto ai tredici anni, in cui il modello si delinea sotto l’influenza degli adulti che ha intorno e delle esperienze personali e il periodo sociale, dai tredici ai ventuno anni, quando l’esplorazione personale e raffronto con gli altri definisce nel dettaglio il proprio modello.

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Queste tre fasi determinano le differenze tra un modello e un altro, rendendo le persone diverse o simili a seconda dei valori considerati fondamentali. Sul posto di lavoro avere determinati valori risulta centrale, in fase di selezione infatti bisognerebbe non guardare solo alle competenze ma anche ai valori. Se infatti un lavoratore apprezza l’onestà e il duro lavoro è chiaro che da lui si otterrà un lavoro fatto bene.

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Ma i problemi possono insorgere quando all’interno di un’azienda non ci sono valori condivisi. Se un dipendente ha i valori sopra citati ma non li ritrova nei colleghi può crearsi un clima molto teso. Per questo è importante creare una dichiarazione d’intenti, per rendere pubblici i valori richiesti dall’azienda e favorirne la condivisione tra i dipendenti. In questo modo sarà più facile avere comportamenti ben delineati e stabilire cosa non è ammesso nella vita aziendale.

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Ciò non deve intaccare la personalità del singolo dipendente, ma contribuire a creare un clima positivo, in cui i dipendenti si muovano secondo lo stesso credo e condividano comportamenti.

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