La doppia faccia del telelavoro

di Teresa Barone

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Il telelavoro non porta solo vantaggi, soprattutto per quanto riguarda collaborazione, impegno, sicurezza.

Orari flessibili, più tempo da dedicare alla vita privata e per andare incontro alle esigenze familiari, meno stress: questi sono senza dubbio alcuni dei vantaggi che caratterizzano il telelavoro, una modalità di lavorare considerata smart e sempre più utilizzata dalle aziende, tanto da richiedere l’adozione di regole e normative ufficiali.

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Ma non è tutto rose e fiori e, soprattutto, prima di concederlo è sempre bene chiarire se rappresenta un beneficio per il proprio business.

Se da un lato migliora il morale dei lavoratori, limitando il pendolarismo e agevolando la conciliazione dei tempi, dall’altro lato limita notevolmente la collaborazione: sono numerose le aziende, infatti, che puntano sull’innovazione e che favoriscono la nascita di nuove idee proprio organizzando momenti di confronto e condivisione che coinvolgono dipendenti e collaboratori.

Se è vero che il telelavoro riduce i costi perché consente ai lavoratori di gestire le loro mansioni da casa, limitando le spese in ufficio, non si può negare che il ricorso alla tecnologia e alla rete per lo scambio e la condivisione delle informazioni può esporre l’azienda a non pochi rischi relativi alla sicurezza.

Per quanto riguarda la valutazione dell’impegno dei telelavoratori, infine, le scuole di pensiero sono diverse: c’è chi sostiene, infatti, che lavorare da casa possa portare benefici solo se svolto per un breve periodo, causando disimpegno e poco coinvolgimento se protratto nel tempo.

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I collaboratori che non sono presenti in sede, infatti, corrono il rischio di non essere sufficientemente informati sugli obiettivi e sulle novità che riguardano i progetti aziendali.

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