Sonno ristoratore, anche in ufficio

di Teresa Barone

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Concedere ai dipendenti venti minuti di sonno ristoratore in ufficio li rende creativi ed efficienti.

Consentire una mezzora di sonno in orario di lavoro, preferibilmente dopo la pausa pranzo, aiuterebbe i manager a garantire dipendenti sempre energici e creativi.

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La predisposizione di aree relax in azienda, quindi, potrebbe rappresentare una scelta vincente per motivare il personale e agevolare le capacità di problem solving.

Ad affermarlo è uno studio promosso dall’Università di Leeds, ricerca che sottolinea come una breve siesta di soli venti minuti possa rigenerare i lavoratori. Secondo gli scienziati, infatti, la perdita di un’ora di sonno (in occasione del cambio di orario, ad esempio) rischia di aumentare il rischio di sviluppare alcune patologie, dai problemi cardiaci al diabete soprattutto nei soggetti che non riescono a dormire un numero sufficiente di ore ogni notte.

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Secondo i ricercatori, inoltre, permettere ai dipendenti di dormire una ventina di minuti, preferibilmente il lunedì dopo il weekend, può contribuire a potenziare e riequilibrare il sistema immunitario, con la conseguente limitazione del rischio di perdere giorni di lavoro per malattia.

Fonte immagine: Shutterstock

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