Eustress per combattere il distress

di Chiara Basciano

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Utilizzare lo stress positivo per eliminare le fonti di quello negativo.

Riuscire a costruire un ambiente di lavoro salutare ha una ricaduta diretta sulla produttività, per questo impegnarsi per avere lavoratori soddisfatti diventa fondamentale. Lo stress lavoro correlato infatti è una delle cause più comuni tra le malattie e colpisce più di 40 milioni di persone, pari al 10% della popolazione. Un dato da non sottovalutare.

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Ad avere un impatto sulla salute mentale è anche l’insicurezza causata dalla crisi, per questo bisogna rassicurare i propri dipendenti, stimolandoli a migliorare e aiutandoli attraverso una formazione che li faccia sentire più sicuri e li faccia diventare una fonte di lavoro preziosa per l’azienda.

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Lo studio condotto dal Niosh (National Institute for Occupational Safety and Health) su 46.000 lavoratori, stima che il costo per le cure e per le assenze dovute a stress si traducono per l’azienda in 600 dollari a persona. Ma esistono anche diversi tipi di stress, quello negativo, definito distress e quello che è invece capace di stimolare la produttività, chiamato eustress. Quest’ultimo può essere utile per migliorare il lavoro, essendo costituito da elementi tollerabili, capaci di dare un impatto sulla produttività in maniera positiva.

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Puntare all’eustress per combattere il distress quindi, rendendo i lavoratori reattivi e capaci di mettersi in gioco, attraverso programmi formativi debitamente studiati, che li rendano sicuri delle loro capacità e con la voglia di aggiungere sempre un tassello in più alla propria professionalità.

Fonte immagine Shutterstock

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