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Welfare per compensare il gender gap retributivo

di Redazione PMI.it

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Cinque strategie per puntare a un miglior worklife balance mantenendo la propria employability e superando il divario retributivo.

La forbice retributiva orario tra i due sessi è del 5,6% per i lavoratori a tempo pieno: lo sottolinea l’OCSE, mettendo in evidenza uno svantaggio femminile ancora notevole, che tuttavia le donne possono recuperare focalizzando l’attenzione su alcuni aspetti cruciali.

È Intoo (Gi Group), attraverso Moms@Work, a segnalare i cinque fattori non monetari su cui le esponenti del sesso debole – anche mamme – potrebbero investire per compensare uno stipendio inferiore rispetto ai colleghi.

  • formazione: master di alta formazione o corsi di specializzazione per ambire a una nuova responsabilità;
  • flessibilità: monte ore ad hoc oppure tempi extra per conciliare impegni familiari e carriera);
  • benefit: dalle polizze sanitarie alla copertura di spese per i figli;
  • visibilità interna: attraverso richieste di coinvolgimento e partecipazione attiva a nuovi progetti;
  • visibilità esterna: partecipazione a eventi come ambassador della propria azienda.

Elementi su cui puntare per migliorare il worklife balance e la propria employability che, se ottenuti, possono “moralmente” e praticamente compensare un salario poco consono alla propria professionalità.

Vanno individuati rispetto alle proprie priorità personali e professionali, sostiene Alessandra Giordano, Direttore Delivery di Intoo, e portarli avanti con convinzione per la propria serenità dentro e fuori il lavoro.

Tra l’altro, potrebbero diventare tutti strumenti di welfare aziendale, finalizzati a migliorare il rapporto con i dipendenti senza disperderne il know how.