SiDiMa applaude Giovannini per i disability manager

di Floriana Giambarresi

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La SiDiMa applaude a quanto dichiarato da Giovannini, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, nei confronti dei disability manager.

La SIDiMa (Società Italiana Disability Manager) ha riconosciuto quanto dichiarato da Enrico Giovannini, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante la recente Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Bologna. 

Egli ha infatti auspicato l’inserimento di un disability manager presso i Ministeri e negli enti pubblici come l’INPS e l’INAIL, a patto che siano «sempre persone di provata professionalità nel settore». 

Ha infatti dichiarato Rodolfo Dalla Mora, presidente dell’associazione che rappresenta a livello nazionale i disability manager, che «apprendiamo con piacere che il ministro Giovannini dimostra sensibilità su questo tema e auspichiamo che per il ruolo di disability manager vengano scelte persone di provata professionalità, con un adeguato percorso formativo alle spalle. Ci auguriamo inoltre che il Ministero intenda coinvolgere la nostra organizzazione in questo processo, nonché nella formazione del prossimo Osservatorio Nazionale sulla Disabilità».

«I profili professionali dei disability manager – sottolinea Dalla Mora – sono i più vari, anche perché essi non hanno ancora un riconoscimento giuridico ufficiale. Attualmente, dunque, si parla di una “competenza” e non di una “professione”, ma in ogni caso di figure che devono essere contraddistinte da un’elevata capacità professionale e dall’essere primariamente al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

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Dalla Mora ritiene pertanto «fondamentale garantire che il disability manager sia concretamente messo in grado di rappresentare gli interessi delle persone con disabilità e che l’ente di appartenenza, deve riconoscerne la professionalità e l’autonomia di lavoro, evitando, ad esempio, che il ruolo venga affidato a un impiegato qualsiasi, o mettendo questa etichetta a un dipendente spostato da un altro ufficio. Servono infatti persone motivate e preparate».