Le persone impegnate nei lavori di cura domestica possono garantirsi una pensione futura versando periodicamente delle somme al Fondo pensioni casalinghe gestito dall’INPS, ossia la previdenza facoltativa per le casalinghe senza contributi da lavoro retribuito. Dal 1° ottobre 2026 i versamenti al Fondo si effettuano solo attraverso pagoPA, perché l’Istituto chiude il conto corrente postale ancora usato per i bollettini cartacei.
Aperto a uomini e donne, richiede pochi requisiti e permette la deducibilità integrale dei versamenti volontari al fondo. Per ottenere una pensione a fine carriera, è sufficiente versare anche solo una quota minima annua, che però deve essere duratura nel tempo per garantirsi una rendita adeguata.
In sintesi:
- il messaggio INPS n. 2482 del 24 luglio 2026 dispone la chiusura del conto corrente postale del Fondo dal 1° ottobre 2026;
- l’importo dei versamenti è libero, con soglia minima di 25,82 euro per accreditare un mese di contribuzione;
- la pensione di vecchiaia spetta dai 57 anni con cinque anni di contributi solo se l’assegno maturato supera 655,49 euro mensili;
- al compimento dei 65 anni la prestazione viene liquidata qualunque sia l’importo accumulato.
Iscrizione al Fondo Casalinghe
Per prima cosa bisogna procedere con l’iscrizione al Fondo INPS per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari (persone di entrambi i generi con età compresa tra 16 e 65 anni). Gli altri requisiti sono l’assenza di attività da lavoro soggetta a contribuzione obbligatoria e l’assenza di una pensione diretta.
Il Fondo non va confuso con l’assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici, che è obbligatoria, costa poche decine di euro l’anno e non genera alcun diritto pensionistico. Sono due strumenti distinti, gestiti da enti diversi, e l’uno non sostituisce l’altro.
Versamenti al Fondo Casalinghe
Il versamento dei contributi previdenziali per le persone iscritte al Fondo Casalinghe INPS può essere effettuato direttamente online utilizzando il servizio apposito. Accedendo con le proprie credenziali personali, bisogna utilizzare il Portale dei Pagamenti (sezione “Fondo Casalinghe e Casalinghi”) e indicare codice fiscale e Codice Fondo. Dal Portale è possibile compilare e stampare gli avvisi di pagamento pagoPA oppure procedere direttamente al pagamento online dei contributi.
=> Fondo pensione Casalinghe: servizio INPS online
Generato l’avviso, il pagamento si esegue dal Portale con carta o addebito in conto, presso banche, uffici postali ed esercenti aderenti al circuito mostrando il codice avviso, il QR Code o il dataMatrix, tramite CBILL con il codice interbancario AAQV6, oppure dall’App IO. Il bollettino postale cartaceo perde validità dal 1° ottobre 2026 e chi ha conservato vecchi moduli precompilati deve generare un nuovo avviso, perché una somma versata su un conto chiuso non produce accredito sulla posizione assicurativa.
Il versamento non prevede scadenze annuali ed è ad importo libero, con soglia minima di 25,82 euro per vedersi riconoscere l’accredito di un mese di contribuzione. Per un anno di contribuzione servono circa 310 euro. Come detto, i contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF del dichiarante e per i familiari a carico, il che permette a un familiare con reddito di versare al posto dell’iscritto deducendo la spesa dalla propria dichiarazione.
Pensione dal Fondo Casalinghe
Dopo aver versato almeno 5 anni di contributi, pari a 60 mesi accreditati, si ha diritto ad una pensione rapportata alle somme versate. La pensione di vecchiaia spetta dal 57° anno di età, però viene liquidata solo se l’importo maturato raggiunge l’assegno sociale maggiorato del 20%. Al compimento dei 65 anni il requisito di importo cade e la prestazione viene erogata qualunque sia la cifra accumulata.
Con l’assegno sociale 2026 fissato a 546,24 euro mensili dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, la soglia per uscire a 57 anni vale 655,49 euro al mese. In alternativa il Fondo eroga una pensione di inabilità, concessa con cinque anni di contributi e senza requisito anagrafico in caso di assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Le pensioni del Fondo non sono integrabili al trattamento minimo e non ammettono cumulo, totalizzazione o ricongiunzione con altre gestioni.
Quanto vale in pensione ogni euro versato al Fondo
Per calcolare la pensione casalinghe si moltiplica il montante contributivo per il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età di uscita, dividendo poi per tredici mensilità. Il coefficiente a 65 anni vale 5,250% per il biennio 2025-2026, secondo il decreto direttoriale del Ministero del Lavoro del 20 novembre 2024.
La tabella traduce il versamento annuo in assegno mensile lordo dopo vent’anni di contribuzione continuativa, a montante non rivalutato. La rivalutazione annuale legata alla variazione quinquennale del PIL nominale aggiunge qualcosa, quindi le cifre sono un minimo prudenziale.
| Versamento annuo per 20 anni | Assegno mensile lordo a 65 anni |
|---|---|
| 310 euro (minimo) | 25,03 euro |
| 1.000 euro | 80,77 euro |
| 2.000 euro | 161,54 euro |
| 3.100 euro | 250,38 euro |
Il confronto con la soglia dei 57 anni chiarisce la portata reale dell’uscita anticipata. Per ottenere 655,49 euro al mese occorre un montante superiore a 162.000 euro, e a 57 anni il coefficiente è più basso di quello a 65, quindi la cifra necessaria è ancora maggiore. La conseguenza pratica è che per la platea reale del Fondo l’età di accesso è 65 anni: lo strumento funziona come integrazione modesta e fiscalmente agevolata di un reddito familiare esistente, non come sostituto di una carriera contributiva.