Banca Cina investirà 16 mld in Europa

di Andrea Barbieri Carones

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Il presidente di China Construction Bank ha reso noto di voler acquistare un istituto bancario in Europa, investendo poco meno di 16 miliardi di euro.

Una delle più grandi banche cinesi, China Construction Bank (Ccb), si appresta a investire quasi 16 miliardi di euro in Europa per acquisire un istituto di credito al fine di allargare il proprio raggio d’azione nel vecchio continente.

Il presidente di CCB, Wan Hongzhang, ha spiegato semplicemente di essere alla ricerca di una buona occasione fra le banche attualmente in cerca di un nuovo proprietario. Non ha spiegato però se la sua intenzione si quella di rilevare in toto l’azienda o di entrare in possesso solo di una sua quota, che potrebbe oscillare tra il 30 e il 50% nel caso si trattasse di un istituto di credito di dimensioni particolarmente rilevanti.

Per ora, nonostante ci sia stretto riserbo sui particolari della vicenda, si sa che la ricerca va nella direzione di un grande nome internazionale con sede probabilmente nel Regno Unito, in Germania o in Francia, considerati i mercati più interessanti dal punto di vista economico e finanziario e parte di un continente che sta attraversando un momento di debolezza e, quindi, più appetibile per questo gruppo bancario fondato in Cina nel 1954, con 14mila filiali e poco meno di 300mila dipendenti.

Dal 2005, CCB è quotata alla Borsa di Hong Kong, dove ha raccolto 9,23 miliardi di dollari. Requisito fondamentale per la banca acquirente è che l’istituto acquisito non abbia business eccessivamente legato a un singolo Paese ma abbia portata internazionale, perché tale caratteristica “comporterebbe  meno cambiamenti culturali e strategici da aprte nostra” ha aggiunto il presidente. China Construction Bank ha una partnership con Bank of America, che possiede l1% delle quote azionarie dell’istituto con sede a Pechino.

Secondo gli addetti ai lavori, la scelta di CCB si dirigerà verso quelle banche che nel corso della crisi sono state rilevate almeno in parte dai singoli Stati. Fra queste ci potrebbero essere la RBS, che per l’82% è nelle mani del governo britannico e ha una capitalizzazione di circa 18 miliardi di euro, e Commerzbank, il cui 25% è nelle mani dell’esecutivo tedesco e che ha un valore totale di circa 10 miliardi.