Ikea investe in Italia

di Andrea Barbieri Carones

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Ikea investe 400 mln in Italia nonostante il calo di fatturato e la burocrazia: i soldi servirano per aperture in Lombardia, Veneto, Toscana e Lazio.

Ikea si appresta a investire 400 milioni di euro in Italia, ad aprire nuovi punti vendita e a migliorarne alcuni altri. Questa notizia, importante soprattutto in un momento di crisi, segue di circa 6 mesi la notizia secondo cui la grande azienda di mobili e arredamento sposterà nella Penisola parte della sua produzione attualmente delocalizzata in Cina, allo scopo di abbattere i costi della logistica.

L’Italia, dunque, al centro delle mire di Ingvar Kamprad nonostante l’anno commerciale 2011-2012 si sia chiuso con un fatturato di poco meno di 1,6 miliardi di euro derivanti dalle vendite all’interno dei confini nazionali, in calo del 2,6% rispetto all’esercizio precedente.

Anche se la diminuzione è relativamente piccola rappresenta comunque un piccolo campanello d’allarme per il management svedese, dato che è la prima volta che accade dal 1989, anno in cui il brand giallo-blu di Ikea si era issato per la prima volta in Italia con l’apertura di un negozio nell’hinterland nord di Milano.

Da allora era avvenuta una crescita inarrestabile che ha portato a 20 nuove aperture nel corso degli anni e a 46 milioni di clienti-visitatori. Ma non solo: il nostro Paese ha piano piano scalato la classifica fino a posizionarsi al quarto posto mondiale per quanto riguarda le vendite e al terzo tra i mercati che riforniscono Ikea e i suoi negozi sparsi per tutto il mondo fino a raggiungere una quota di mercato doppia rispetto al 1990: se in quell’anno le aziende italiane rappresentavano il 4% delle forniture, oggi pesano per l’8,24%.

Ma accanto alla competenza e alla professionalità delle imprese aleggia sempre lo spettro della burocrazia, come lamenta lo stesso Lars Petersson, da un anno CEO per l’Italia del colosso scandinavo: “Come investitore estero non è pensabile di poter lavorare con tempi così lunghi: la burocrazia e le lentezze sono esasperanti. Basti pensare che sono già 7 gli anni passati inutilmente cercando di aprire il terzo negozio a Roma, nella periferia ovest della città. La domanda dei clienti c’è ed è un peccato non poterla soddisfare”.

Intanto, il recente scandalo alla regione Lazio non farà che allungare ancora i tempi di posa della prima pietra, dopo un investimento da 115 milioni di euro. Nei prossimi 3 anni, come detto, Ikea investirà circa 400 milioni per aprire nuovi negozi anche a Pisa, Verona e non lontano dall’aeroporto di Malpensa, in località Cerro Maggiore. In futuro ce ne potrebbe essere un altro in Veneto e un terzo in Sicilia.

Petersson fa un impietoso paragone con il Giappone, Paese in cui ha vissuto per circa 5 anni alla direzione della sede locale Ikea: “Anche là i tempi per poter costruire sono lunghi. Ma sono dimezzati rispetto all’Italia. Ma soprattutto abbiamo la certezza di quando avverrà l’apertura di un nuovo punto vendita, cosa che non possiamo dire avvenga qui dato che l’incertezza regna sempre sovrana”.

Emblematico il caso di quanto avvenuto a Pisa, dove la regione Toscana è riuscita a porsi come interlocutore unico nei confronti dell’azienda svedese che è pertanto riuscita nell’impresa tutt’altro che impossibile di inaugurare un nuovo negozio nel giro di 15 mesi e dirottando qui investimenti che erano previsti altrove.

Ikea significa anche occupazione, visto che impiega 6.243 persone, l’89% delle quali assunte a tempo indeterminato. L’indotto tocca lavorativamente altre 1.800 persone.