Rosso o bianco, l’importante è investire

di Chiara Basciano

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Investire nella produzione del vino sembra promettere guadagni sicuri

Se l’Italia è la patria del mangiare bene non si tira indietro neanche per quanto riguarda il bere. La produzione di vino di alta qualità infatti mostra segnali sempre positivi con fatturati che non tendono a diminuire neanche in momenti di crisi.

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Un +7,3% nel 2013 rispetto all’anno precedente (e un +37% rispetto al quinquennio precedente) aggiudicandosi il primato di produzione agro-alimentare più venduta all’estero e il superamento dei 5 miliardi di valore (verificatosi nonostante la contrazione del volume di ettolitri esportati e grazie ad un aumento del valore medio unitario, incrementato del 12%) fanno ben sperare la produzione italiana.

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Esiste però il lato oscuro della medaglia, costituito dal mondo delle contraffazioni, il maxi sequestro di qualche giorno fa solleva il velo su un mondo sommerso in cui etichette bugiarde sponsorizzano vini che non sono tali. Gli investimenti nel campo della vinicoltura rimangono però molto allettanti, soprattutto per quanto riguarda l’esportazione.

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I paesi che possono diventare meta favorita potrebbero essere Lussemburgo, Francia e Portogallo, dal momento che risultano i paesi con il maggior consumo di vino. Nella classifica l’Italia è “solo” quarta. E si conclude proprio domani l’evento dedicato al vino Vinitaly, appuntamento veronese giunto alla sua 48esima edizione. Dedicato agli appassionati ma anche a chi intendere investire in questo campo, la manifestazione infatti punta anche a render noti gli studi effettuati nel corso dell’anno. Di particolare interesse il focus sulla grande distribuzione e i consigli su come promuovere il proprio prodotto all’estero.

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