Forfettari verso l’addio alla riduzione dei termini di accertamento

di Anna Fabi

11 Giugno 2026 12:17

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Il Decreto Omnibus 2026 cancella lo sconto di un anno sui termini di accertamento legato alla e-fattura obbligatoria anche per i contribuenti in regime forfettario

Per i contribuenti forfettari sta per cadere lo sconto di un anno sui termini di accertamento. Il decreto Omnibus correttivo della riforma fiscale, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno, abroga il regime premiale che riduceva da cinque a quattro anni il termine entro cui il Fisco può notificare un avviso di accertamento a chi emetteva solo fatture elettroniche. La ragione è semplice: quel premio era nato per incentivare la fattura elettronica quando per i forfettari era facoltativa, ma dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria per tutti, quindi non c’è più un comportamento volontario da premiare.

In sintesi:

  • l’Omnibus abroga la riduzione di un anno dei termini di accertamento per i forfettari, che tornano al termine ordinario;
  • il regime premiale riduceva il termine da cinque a quattro anni per chi aveva un fatturato fatto solo di fatture elettroniche;
  • l’agevolazione era prevista dalla legge 190/2014 e collegata all’adesione volontaria alla e-fattura;
  • dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari, anche sotto i 25mila euro di ricavi;
  • la norma è nel decreto Omnibus approvato in esame preliminare il 10 giugno e va verificata sul testo definitivo dopo l’iter parlamentare.

Cosa prevedeva il regime premiale sulla e-fattura

Dal 2024, i Forfettari emettono, ricevono e conservano fatture elettroniche con le stesse regole degli altri contribuenti, pur senza applicare l’IVA in fattura. Il regime premiale era invece nato in precedenza come incentivo: ai coloro che emettevano esclusivamente fatture elettroniche pur non essendovi obbligati, veniva riconosciuta la riduzione di un anno del termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento, portandolo da cinque a quattro anni.

L’agevolazione era infatti prevista dall’articolo 1, comma 74, della legge 190/2014 e rinviava al termine ordinario dell’articolo 43 del DPR 600/1973. Era quindi un vantaggio condizionato a una scelta volontaria, in un periodo in cui i contribuenti in flat tax erano tra i pochi esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica.

Perché l’Omnibus cancella la riduzione di un anno

Il presupposto del premio è venuto meno. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari senza più la vecchia soglia di esclusione fino a 25mila euro di ricavi, quindi emettere fatture elettroniche non è più una scelta ma un obbligo di legge. L’Omnibus prende atto del cambiamento e abroga la riduzione dei termini, perché non avrebbe senso premiare un comportamento ormai imposto a tutti. Il risultato è l’allineamento dei Forfettari al regime ordinario di accertamento.

Cosa cambia sui termini di accertamento

L’effetto concreto è il ritorno al termine ordinario di cinque anni. Con il premio attivo, un accertamento sulla dichiarazione di un anno decadeva al quarto anno successivo; senza, si torna al quinto. Per i contribuenti che fino a oggi hanno beneficiato della riduzione si determina un passaggio gestito nel tempo: le annualità coperte dal vecchio regime mantengono il termine ridotto, mentre quelle successive seguono il termine pieno. La decorrenza esatta dell’abrogazione va verificata sul testo definitivo del decreto.

La perdita della riduzione dei termini allunga di un anno la finestra entro cui l’amministrazione può effettuare i controlli, un elemento da considerare nella conservazione delle fatture.